Ok a vigilanza e videosorveglianza nei pronto soccorso di Roma e del Lazio, ma migliorare l’accoglienza

Questa mattina mi sono recato unitamente al capogruppo Aurigemma presso il Pronto Soccorso del Policlinico Umberto I per esprimere solidarietà ai medici aggrediti presso la struttura d’emergenza nella giornata di lunedì. Per l’occasione abbiamo avuto modo di incontrare il dottor Ferdinando Romano, direttore sanitario aziendale. Non vi è dubbio che si pone come prioritario il problema della sicurezza del personale sanitario. Come componente dell’Osservatorio regionale sulla sicurezza degli operatori sanitari intendo battermi su due fronti: 1) il miglioramento della fase dell’accoglienza nei Pronto Soccorso, 2) la presenza o l’implementazione della vigilanza nelle strutture ospedaliere, per dare adeguate garanzie di sicurezza agli operatori. Anche a costo di inserire i vigilantes della Regione Lazio nei nosocomi romani. Sono pronto a sostenere la battaglia per il potenziamento della videosorveglianza, strumento importante e possibile deterrente contro le aggressioni in corsia.
I Pronto Soccorso sono di fatto la porta d’ingresso dei cittadini nella sanità. Ma soddisfare la domanda è impresa difficilissima, soprattutto in mancanza di misure preventive adeguate. Niente e nessuna motivazione può giustificare la violenza nei confronti dei medici e degli altri operatori. Con rammarico prendo atto di nuovi inquietanti episodi di aggressioni nei confronti del personale sanitario che hanno riguardato anche la provincia di Latina, sia all’ospedale Goretti (reparto di Oculistica) sia nel punto di primo intervento a Sezze.
I problemi cronici della nostra sanità non possono rappresentarne una giustificazione. Conosciamo benissimo la situazione dei nostri nosocomi, ampio è l’elenco delle disfunzioni: sale d’aspetto affollate abbinate all’allungamento dei tempi di visita nelle aree di emergenza, liste d’attesa estenuanti, ritardo dell’arrivo dei mezzi di soccorso, richiesta di prestazioni non adeguate, mancanza di posti letto. I Pronto Soccorso in particolare sono presi d’assalto e nel periodo estivo si registrano picchi elevati di accessi, con punte fino a 130-140 utenti per struttura. Un fenomeno conosciuto nelle principali strutture ospedaliere romane, dovuto in buona parte alla carenza di organico. E’ proprio degli ultimi giorni la statistica elaborata dall’Amsi, secondo la quale servono 2500 medici specialisti solamente nei Pronto Soccorso. La mancanza di specialisti sta determinando in molti ospedali seri problemi di funzionamento, nei grandi centri urbani come pure nelle piccole realtà di provincia, dove c’è il rischio reale di chiudere servizi. Proprio per questo motivo occorre assolutamente aumentare i contratti di specializzazione tenendo conto del reale fabbisogno di specialisti nei prossimi anni.
All’orizzonte si scorgono altre difficoltà. Infatti dopo il lungo periodo caratterizzato dal blocco del turn over e l’introduzione di quota 100 si accentuerà ulteriormente il problema legato all’uscita di personale del comparto, andando a creare ulteriori disagi ad una sanità laziale in grande affanno, per non dire vicina al collasso. È fondamentale procedere ad uno sforzo straordinario per sbloccare concorsi, assumere personale, procedere alle stabilizzazioni, investire maggiori risorse e accelerare i processi

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