Omicidio Formia: plauso alle forze dell’ordine, ma non abbassiamo la guardia

Esprimo un plauso al Questore di Latina e a tutte le forze dell’ordine che in tempi rapidi hanno individuato ed arrestato l’uomo che, con violenza inaudita, ha ucciso a Formia Mario Piccolino. Grazie a loro la nostra comunità oggi può tornare a quella serenità di cui era stata privata a causa dell’inquietante e spietata uccisione dell’avvocato. Da oggi Formia torna a vivere come prima di questo terribile omicidio, si è tornati nella normalità e, soprattutto, sono state allontanate tutte le paure e i sospetti sulla presenza della Mafia e della Camorra che volevano allungare i loro artigli sulla città. Si è trattato del gesto isolato e disperato di un folle. Gesto che condanniamo con forza ma che, non possiamo negarlo, ci fa tirare un sospiro di sollievo. Le indagini hanno dimostrato che la criminalità organizzata e la Mafia con quanto accaduto non c’entrano nulla. Hanno avvalorato che questo è un territorio sano, come aveva già detto il sostituto procuratore della Procura Nazionale Antimafia, Diana De Martino, che aveva assicurato che qui non c’è criminalità organizzata, che Camorra e Mafia non hanno fatto sistema con la società, con le imprese. L’identificazione del killer non ci farà comunque abbassare la guardia. Ci sono, infatti, delle presenze che destano preoccupazione nel nostro territorio e proprio per questo abbiamo tutti il dovere, istituzioni e forze dell’ordine, di identificarle e fermarle impedendo loro di contaminare la nostra città. Tutta la comunità di Formia ha dimostrato di avere la schiena dritta, ha manifestato con forza e coraggio la sua estraneità ad ogni forma di criminalità organizzata, ha dimostrato di essere onesta e di non aver paura di combattere ogni giorno per la legalità per estirpare qualsiasi germoglio di corruzione e collusione con associazioni criminose. L’azione delle forze dell’ordine trasferisce ai cittadini la consapevolezza di avere delle istituzioni capaci di dare risposte adeguate davanti a crimini efferati.

 

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