Pacilio: “Cure termali hanno un ruolo determinante per la crescita della sanità sul territorio”

* Giancarlo Pacilio

 

Intanto da parte della Direzione delle Terme un ringraziamento a tutti i relatori e ai partecipanti.

Cercherò di non essere tedioso, sarò brevissimo, e poi chi volesse al termine può seguirmi e farò visitare tutto l’impianto, che è meraviglioso, come già avete visto.

Secondo la definizione dell’Organizzazione mondiale della sanità, la medicina termale è una delle più antiche forme di terapia dell’occidente e in tal senso è da considerarsi una medicina tradizionale, in quest’ottica le terme, quale complesso integrato di risorse naturali, di strutture e di servizi, possono essere il punto di incontro fra diverse forme di cultura medica, finalizzata non solo alla terapia e alla riabilitazione, ma anche alla conservazione della salute, quindi alla prevenzione. Oggi, con l’enorme progresso della medicina scientifica, può apparire pleonastico l’utilizzo di un mezzo apparentemente semplice, quale l’acqua, ma nello stesso tempo complesso e non del tutto conosciuto, ma è anche da considerare come le classiche terapie farmacologiche, benché efficaci, non sono scevre da effetti collaterali, talora veramente dannosi, nonché di costi economici talvolta elevati.

Nella moderna concezione, lo Stato deve provvedere al benessere psicofisico delle persone, nel senso più classico, quindi non solo dedito alla cura della malattia, ma anche dedito alla prevenzione, primaria e secondaria, promuovendo corretti stili di vita, ad esempio leggasi tutte le manovre fatte per la riduzione del tabagismo, per correggere le diete, per far sì che non ci sia un abuso di zuccheri e grassi, e particolare attenzione viene anche data all’ambiente di vita e di lavoro, vedasi le attuali norme sulla sicurezza degli ambienti di lavoro.

Il termalismo pertanto va inquadrato non solo in termini di efficacia terapeutica, ma anche di prevenzione e di contrasto attivo alla medicalizzazione degli stili di vita, la cui valenza farmaco-economica è purtroppo ben conosciuta. Con le corrette cure termali si possono ottenere: riduzione del consumo dei farmaci; riduzione del ricorso ai medici di medicina generale e agli specialisti; riduzione delle ospedalizzazioni, con conseguente prolungamento dell’autonomia personale e del benessere psicofisico.

L’Italia nel contesto mondiale occupa una posizione di primaria importanza, sia per la qualificazione delle cure che per la modernità delle strutture, sono presenti ben 380 centri termali accreditati in 170 Comuni.

La sicurezza e fondatezza terapeutica sono garantite dall’efficacia delle cure, confermate dalle persone afferenti ai centri ed anche dall’inserimento del termalismo in ambito delle prestazioni minime garantite dal Servizio sanitario nazionale. Ed è proprio per questo che il mondo termale italiano, nel profondo processo di rinnovamento e di adeguamento alle nuove realtà economiche, sta investendo non solo nel settore della innovazione tecnologica, ma anche della validazione scientifica dei meccanismi di azione delle acque.

E’ doveroso ricordare che lo scopo della medicina non è solo quello di curare le persone già malate, ma anche di aiutare le persone sane a rimanere tali. E’ proprio in tale ambito che si inserisce principalmente la medicina termale.

L’acqua termale già dai tempi dei romani permetteva di godere benessere e piacere con finalità terapeutiche legate anche alla specificità e alla composizione delle acque, sfruttando temperatura e loro singole potenzialità, mentre con l’avvicinarsi del Novecento le terme e i centri benessere diventano delle vere e proprie strutture, dapprima riservate alle classi elitarie e poi a tutti i ceti, diventando ai nostri tempi dei veri e propri presidi medici.

L’utilità terapeutica e preventiva si apprezza specie in alcune branche specialistiche, quali la reumatologia, l’ortopedia e traumatologia, la otorinolaringoiatria, la pneumologia, la ginecologia, la dermatologia, l’urologia, la gastroenterologia. Fondamentale appare la collaborazione con i medici di medicina generale, gli specialisti, le strutture ospedaliere ed universitarie, per poter meglio definire tutte le potenzialità di tali terapie, si ricorda come vi sia una branca specialistica dedicata, la idrologia medica.

Le acque termali di Suio, già conosciute dai romani, sgorgano in una fascia tra il crinale aurunco e il fiume Garigliano, a varie concentrazioni solfuree e una temperatura compresa tra i 39 e i 63 gradi, con presenza di altri elementi, tipo bicarbonato, tipo alcalino, terroso, calcio.

Particolarmente indicate, queste acque di Suio, in affezioni di tipo remautologico-ortopedico mediante la balneo-fango terapia; in affezioni di tipo bronco-pneumologico e otorino, mediante inalazioni, aerosol, docce e insufflazioni endotubariche, di tipo ginecologico, mediante le irrigazioni vaginali, e di tipo dermatologico, mediante i bagni.

Il principale meccanismo di azione, in specie delle acque sulfuree, quelle di Suio intendo, a livello delle vie aeree è quello di fluidificare le secrezioni mucose, con stimolazione della mucosa superficiale, attivando sia la motilità ciliare, sia la produzione degli anticorpi di superficie, le cosiddette “IgA secretorie” e riducendo nel contempo quelle dell’allergia, le “IgE specifiche”.

A livello muscolo-osteo-articolare l’azione è legata principalmente al calore specifico, alla capacità termica e di ritenzione del calore, tali da permettere un elevato apporto termico in tempi sufficientemente prolungati che attivano reazioni nell’organismo atte a favorire la termodispersione, con richiamo di liquidi nel torrente circolatorio e conseguente lavaggio tessutale.

Ad esempio, la perdita di sudore fra un’applicazione di fango, balneoterapia, con conseguente fase di reazione, può arrivare mediamente alla perdita di un litro, un litro e mezzo per fango, un bel lavaggio. L’aumento della temperatura interna determina un aumento degli scambi metabolici, la riduzione del tono muscolotendineo, la sollecitazione degli archi riflessi nervosi, l’attivazione vascolare, evidenti anche a livello connettivale. Pertanto, durante tali terapie, fanghi, bagni, terapie idropiniche, l’organismo è sottoposto ad una forte azione di stimolo, come è dimostrato spesso dalla comparsa, dopo qualche giorno dall’inizio della terapia, della così detta “crisi termale”, caratterizzata da riacutizzazione dei dolori, comparsa di astenia, facile stancabilità e irritabilità, viene sospesa la cura in questo caso. Ed è proprio per questa forte azione di stimolo che si rendono necessari controlli clinici preliminari da parte di medici esperti in terapie termali per poter meglio indirizzare il paziente alle cure, cure più idonee, nonché per evitare quelle situazioni patologiche che possono controindicare in modo assoluto o parziale l’esecuzione dello stesso.

Vi ricordo, tra le controindicazioni assolute possono essere annoverate le infiammazioni acute, ad esempio bronchite, sinusite, faringotonsillite, artriti, tendiniti, dermatiti, recenti traumi o interventi chirurgici, neoplasie di recente accertamento, in genere si preferisce un intervallo minimo da due a cinque anni dall’asportazione chirurgica; cardiopatie gravi, alterazione dei valori pressori, non possono essere eseguite al di sotto di 100 millimetri di pressione e non al di sopra dei 160 per la massima. Per esempio anche le varici a livello degli arti inferiori costituiscono una controindicazione assoluta all’esecuzione di terapie balneari.

Tali terapie termali pertanto hanno il compito di interagire e potenziare le classiche terapie farmacologiche, ma hanno anche il compito di prevenire il riacutizzarsi di alcune patologie infiammatorie flogistiche. Ad esempio, un ciclo di terapia inalatorio-termale, del costo complessivo, a carico del Servizio sanitario, di circa 100 euro, in soggetti broncopatici o affetti da flogosi cronica delle alte vie respiratorie riduce in modo significativo il numero delle riacutizzazioni nel periodo invernale, episodi che possono tranquillamente aggirarsi sui quattro, cinque episodi con un significativo risparmio del benessere fisico, nonché un risparmio economico-farmaceutico, il costo di una classica terapia farmacologica antibiotica, antipiretica, mucolitica, per una singola riacutizzazione non è inferiore ai 70, 80 euro, ed è anche un risparmio in senso economico lavorativo, considerando che l’assenteismo per singolo episodio di malattia è di circa 7 giorni. Possiamo quindi affermare che oggi il centro termale è un presidio medico a tutti gli effetti, ad alta efficacia, legata in particolare all’ambiente termale nel quale tutto concorre a favorire il ristabilirsi dell’omeostasi fisica ma anche psichica, e avete notato qui che ambiente riposante che c’è……per arrivarci! Non dipende da noi, dipende purtroppo da altri!

E’ possibile affermare inoltre come in un centro termale si recuperano incentivi e motivazioni che si “inergizzano” con le terapie, contribuendo a determinare la precoce risoluzione delle patologie e degli stati invalidanti, o la loro corretta gestione anche a livello psichico, e vengono riscoperte le proprie esigenze di salute e, di conseguenza, la necessità di prevenzione. Motivo per il quale gli interventi di educazione hanno presso i pazienti termali una particolare incisività.

Ricordiamo, infine, sempre che le acque termali riportano la medicina alle sue origini, dove il malato è prima di tutto un uomo.

 

* Direttore sanitario delle Terme Vescine

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