Parchi, Zingaretti non disperda un patrimonio e porti in aula i piano di assetto con la massima rapidità

La Regione Lazio sta distruggendo i parchi e le aree naturali e i sogni delle persone che, a ragione, pensano che nella valorizzazione e nella difesa del paesaggio sta il volano di un nuovo sviluppo. L’assenza di regole e di pianificazione, la lentezza della burocrazia sta annientando quel patrimonio ambientale, naturale e di sviluppo che rappresentano. Sono oltre 15 anni che i piani di assetto dei parchi e delle aree naturali giacciono nei cassetti della Regione Lazio perché non sono state portate a termine le istruttorie. Anni in cui il tanto decantato patrimonio ambientale e naturale laziale è rimasto paralizzato, sotto utilizzato, neutralizzato. Basta pensare, per fare un esempio, al Parco degli Aurunci che ha presentato il piano nel 2004 e dopo ben 11 anni non ha ancora uno strumento operativo a causa della lentezza degli uffici preposti alle istruttorie. La Regione ha il dovere di accelerare sulle procedure di approvazione non per, come qualcuno strumentalmente sostiene, distruggere le aree verdi e procedere a cementificazioni selvagge, al contrario, l’approvazione dei piani di assetto si traduce in una organizzazione precisa ed efficace di queste aree, nella loro massima tutela. E’ solo grazie a questi strumenti che sarà possibile definire lo sviluppo dell’area, specificare quali siano gli interventi consentiti e quali no, quali siano le zone da destinare a servizi e quali da preservare garantendo una accessibilità e una utilizzazione eco compatibile e sostenibile sotto il profilo ambientale rendendole un motore dello sviluppo economico. L’obiettivo di questa Regione deve essere nel concreto rispondere alle esigenze dei territori e per farlo deve attuare una rivoluzione culturale e burocratica. Le aree protette e i parchi non sono un limite, né tantomeno un vincolo allo sviluppo del territorio, ma una fonte unica per la competitività del sistema Lazio. Sono la chiave di volta su cui imperniare un nuovo modello di organizzazione territoriale, un modello di tutela in grado di conciliare l’esigenza di tutela ambientale con quella di sviluppo socio-economico. Per queste ragioni mi auguro che il presidente Zingaretti e l’assessore Refrigeri accolgano la nostra richiesta dimostrando efficienza e coraggio nell’azione, prendendo di petto la situazione, imponendo agli uffici un’accelerazione sulle istruttorie e portando in consiglio regionale, con un cronoprogramma dettagliato, tutti i piani di assetto dei parchi ancora sospesi.

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