PD di Latina: che faccia tosta!

Tutto secondo copione. Roma è sporca, le province puliscono. Come già ampiamente previsto dal sottoscritto i territori del Lazio dovranno colmare le lacune romane nella politica sui rifiuti. Eppure alcuni esponenti di spicco del Pd della provincia di Latina scoprono improvvisamente che ‘il Lazio non può diventate pattumiera di Roma e che non è possibile continuare con questa impostazione di emergenza, diventata l’ordinarietà a danno delle province’.
Ricordo agli amici Claudio Moscardelli, Vincenzo Giovannini, Enrico Forte e Salvatore La Penna, che l’ordinanza sui rifiuti è stata emessa dalla Regione Lazio governata dal Pd.
Forse a loro è sfuggito il passaggio principale dell’ordinanza secondo cui ‘‘gli impianti del Lazio dovranno operare al massimo della capacità di trattamento autorizzata su base giornaliera, garantendo i trattamenti anche nei festivi, secondo le richieste che Ama formalizzerà’. In pratica il presidente Zingaretti ha ordinato alle province di mettersi a completa disposizione delle emergenze romane. Mi meravigliano quindi le affermazioni dei dirigenti dem, che propongono addirittura ‘l’attivazione di forme di mobilitazione e un coordinamento con le altre Province per approntare strumenti ed iniziative a salvaguardia dei territori locali’.
La posizione che esprimono rappresenta quasi un’offesa all’intelligenza delle persone. Con queste dichiarazioni si confermano sempre più come esponenti di lotta e di governo. Vorrei ricordare loro che sono di fatto corresponsabili delle scelte di Zingaretti sul tema dei rifiuti.
Di cosa si lamentano? Solo oggi evocano il rischio di nuove servitù per le province? Perché non chiedono al governatore a che punto è il piano regionale sui rifiuti? E’ vero che verrà presentato entro luglio? E di quale anno?
Da sempre sostengo il principio dell’autosufficienza, nonché quello dell’imprescindibile esigenza di chiudere il ciclo dei rifiuti sul territorio che li produce. Ogni provincia deve determinare l’impiantistica necessaria a soddisfare il proprio fabbisogno senza scaricare su altri le proprie incapacità e irresponsabilità.
A noi sta a cuore il futuro dei nostri territori e delle comunità da noi rappresentate, che non possono continuare a vivere a proprio discapito un’emergenza grave in termini di qualità della vita, di sicurezza e di sviluppo. L’autosufficienza è un principio fondamentale per chi amministra e ci batteremo sino alla fine perché sia rispettato.
Ricordo che il piano regionale sui rifiuti lo attendiamo da anni, dal dicembre 2013, ovvero all’epoca dell’annuncio fatto proprio dal governatore. Sembrava imminente la presentazione di questo documento ed invece fra pochi mesi ‘festeggeremo’ 6 anni di trepidante attesa.
Personalmente non mi appassiona la guerra sui rifiuti che vede tra i suoi protagonisti più impegnati il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti e il sindaco di Roma, Virginia Raggi. Soprattutto non può diventare una telenovela dove a farla da padrone è il gioco dello scaricabarile. La loro incapacità finisce per ricadere sia sui cittadini romani che meriterebbero un servizio efficiente e non un esercito di topi che scorrazzano liberi per la Capitale, sia sui cittadini laziali, i cui territori rischiano di diventare vere e proprie pattumiere dove scaricare la spazzatura e le proprie responsabilità.

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