Piano rifiuti, autosufficienza territori deve essere reale. Comune di Roma individui la discarica

La montagna ha finito per partorire il topolino. Anche per il piano rifiuti regionale permangono le perplessità evidenziate sulle linee guida presentate a fine gennaio. Incertezze che vertono sul periodo ‘transitorio’ o di ‘valutazione intermedia’ e sul pericolo per nulla scongiurato che la nostra provincia possa ancora essere costretta ad ospitare rifiuti romani. Il principio dell’autosufficienza, nonché quello dell’imprescindibile esigenza di chiudere il ciclo dei rifiuti sul territorio che li produce è sempre stato l’asse su cui ogni scelta, decisione o posizione è stata da me assunta. 
Devo rilevare che già nelle linee guida della Regione si sottolineava l’esistenza di un doppio ‘regime’. Uno ordinario, che andasse nella direzione da noi auspicata, contemplando il principio dell’autosufficienza dei territori, oltre alla suddivisione degli ambiti ottimali. Un ‘regime’ che richiederebbe un passaggio temporale di ‘assestamento’. Infatti nel piano rifiuti nella parte in cui si analizza la durata del periodo di programmazione, ovvero della decorrenza del piano 2019-2025, si fa riferimento ad una fase di ‘valutazione intermedia’. 
In pratica dalle carte, si conferma l’esistenza di un periodo ‘transitorio’, che terminerebbe nel 2025. Ciò sarebbe poco rassicurante per la nostra provincia. Per questo dico che occorre mantenere alto il livello di guardia. Partendo dal presupposto che la provincia di Latina con grande senso di responsabilità è l’unica ad essere adempiente e a rispettare gli impegni. 
La Regione afferma che ci deve essere una sola discarica per ogni ATO, ma questo non basta per rassicurarci. 
Purtroppo permane il timore fondato che il Comune di Roma non voglia individuare un’area per la discarica all’interno del Raccordo Anulare e conseguentemente sarebbe costretto a portare i suoi rifiuti fuori dall’area metropolitana. Soprattutto in questo lasso di tempo ‘transitorio’, c’è il rischio che chi ha rispettato le regole venga penalizzato. 
L’amministrazione regionale dovrebbe tenere in considerazione i territori. Innanzitutto recepire le istanze delle Province che, come nel caso di Latina, hanno pianificato interventi basati sull’effettiva esigenza e sul reale volume di rifiuti prodotto. Che hanno individuato i siti idonei per gli impianti, preoccupandosi di collocarli sul territorio in modo da garantire a tutti i Comuni la medesima distanza, parità di accesso ed i medesimi costi per effettuare lo smaltimento. Mi auguro che Zingaretti e l’assessore Valeriani possano darci delucidazioni maggiori su questo piano. Da parte nostra garantiamo un confronto serrato soprattutto sul principio dell’autosufficienza, che non può ammettere deroghe, né colpi di mano.

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