Politiche sociali, ok osservatorio ma dare più risorse per i servizi

Bene l’approvazione di un osservatorio regionale sulle politiche sociali, ma occorre un monitoraggio costante sul piano e soprattutto il potenziamento dei servizi, anche in termini economici. Ho avuto modo nelle scorse settimane di evidenziare come il progetto ‘Prendersi cura, un bene comune’, frutto di un lungo lavoro avviato nella commissione che mi onoro di presiedere,fosse di fatto un piano regolatore delle politiche sociali e del welfare che andava a colmare una serie di lacune presenti nella legge regionale 11/2016. Si tratta di un nuovo modo di fare Welfare in Regione che merita un monitoraggio costante. Attraverso il lavoro svolto in commissione siamo riusciti ad erigere una serie di pilastri con l’intento di sostenere le persone, le famiglie e i gruppi a maggior rischio di esclusione sociale. Penso a più investimenti per contrastare la povertà, alle reti di solidarietà per aumentare la coesione delle comunità locali, al potenziamento dei servizi domiciliari e di prossimità, alla qualità dell’assistenza garantita con l’introduzione dei livelli essenziali delle prestazioni sociali, ai punti unici di accesso ai diversi servizi, per renderli più accessibili a tutti e a tutti, al potenziamento dei servizi per le persone anziane, ad investimenti per favorire l’autonomia delle persone con disabilità.
Ma a mio parere dovremo essere capaci di correre ai ripari e rivedere ciò che è da revisionare, in maniera tale da offrire uno strumento più veloce, più flessibile, più vicino alle reali esigenze del cittadino e delle persone fragili. L’amministrazione Zingaretti ha il dovere di intervenire su alcuni aspetti poco chiari. Voglio soffermarmi su un punto in particolare. Fra i provvedimenti assunti c’è lo stanziamento per il triennio 2018-2020 di fondi dal valore di 1 milione di euro per ogni annualità, destinati ai bambini in età prescolare affetti da disturbo dello spettro autistico. Purtroppo queste risorse non bastano, perché ne occorrerebbero molte di più. Un milione di euro distribuito per tutti i distretti socio sanitario del Lazio diventa un contributo minimo. La media per ogni singolo presidio va dai 13.000 ai 20.000 euro. Dal momento che ogni famiglia ha diritto a ricevere 5.000 euro, questo significa che possiamo soddisfare solo 3 o 4 nuclei per ogni distretto. Un’assurdità. Mi auguro che nell’ambito dell’attività di monitoraggio dell’osservatorio sulle politiche sociali vi sia tempo e spazio per affrontare questa problematica concreta, che tocca un numero importante di famiglie della nostra regione

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *