Presentata oggi querela contro Calandrini. Ora si torni a fare politica, basta strumentalizzazioni

Questa mattina, assistito dall’avvocato Pasquale Cupo Cardillo, ho presentato al Comando dei Carabinieri di Formia la querela per diffamazione a mezzo stampa nei confronti del presidente del consiglio comunale di Latina e coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia, Nicola Calandrini. Non si tratta, come lo stesso Calandrini ha voluto sostenere, di una forma di pressione né tanto meno di un atto intimidatorio ma della necessità di tutelarmi nei confronti di chi ha sostenuto durante la trasmissione televisiva Monitor, andata in onda su Lazio Tv e successivamente ripresa dalla stampa, che mi sarei recato dal sindaco di Latina, Giovanni Di Giorgi, per ottenere dal medesimo una delega in bianco al fine di rappresentare il Comune di Latina dinanzi all’assemblea di Acqualatina spa. Dichiarazioni false, che non hanno alcun fondamento, che avevano l’unico scopo di denigrarmi e di dare un’immagine negativa della mia persona e dei componenti di Forza Italia. Calandrini con quelle parole aveva l’obiettivo di dare alla comunità, che anche nel ruolo di consigliere regionale di Forza Italia ho l’onore di rappresentare, un messaggio falso affermando che ho degli interessi diretti con l’assemblea di Acqualatina e che ho esercitato pressioni sulle amministrazioni comunali della provincia pontina solo per averne il controllo. Sono profondamente rammaricato di essere stato costretto a ricorrere alle aule giudiziarie per fare chiarezza. Ma non potevo, e non posso permettere che alcuno mi attribuisca azioni che non ho compiuto facendo, tra l’altro, trasparire che avrei degli interessi altri rispetto a quelli della comunità che rappresento. Quanto è accaduto è solo la dimostrazione di come la deriva politica a cui stiamo assistendo, non riguardi Forza Italia e chi la rappresenta con orgoglio, ma chi non è in grado di ammettere i propri errori e che non avendo argomenti politici deve ricorrere a strumentali attacchi personali solo per ricavarsi un po’ di spazio nell’opinione pubblica. La crisi al Comune di Latina, lo ribadisco con forza, è una questione interna alla maggioranza che governa l’amministrazione comunale, afferisce alle decisioni del sindaco che sono andate contro il programma votato dai cittadini, si è inasprita a causa della decisione dei segretari provinciali di Fratelli d’Italia, Ncd e Udc di mettere il nostro partito all’opposizione. Acqualatina non ha nulla a che vedere né con il Comune di Latina né con Terracina. Mi auguro che quanto accaduto sia di monito a coloro che, come Calandrini, dovrebbe guardare ai cittadini, dovrebbe utilizzare gli strumenti che la politica ci offre come il dialogo e il confronto, evitando di nascondersi dietro a false affermazioni solo per cercare di gettare discredito su chi ogni giorno agisce alla luce del sole facendo della trasparenza non uno slogan ma una scelta di vita.

Per leggere il testo integrale della querela clicca qui: Querela Simeone – Calandrini

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