Presentato un emendamento al collegato al bilancio per dare risposte ad un settore fondamentale per l’economia del Lazio

Un settore fondamentale come quello rappresentato dagli ambulanti non può essere abbandonato a se stesso.
Ho avuto modo di ascoltare da una rappresentanza del settore, che ho incontrato personalmente in queste ore, il grido di dolore rispetto alla possibilità di riprendere le proprie attività e quindi le prospettive per il loro futuro gravate da una serie di vincoli che si sommano ai disagi e al crollo verticale dei fatturati, e di introiti necessari anche a provvedere anche agli adempimenti inerenti i contributi previdenziali, legati a mesi di blocco causati dalle misure attuate per ridurre il rischio di contagio e la diffusione del Covid 19.
In particolare, ascoltando le loro richieste e con l’obiettivo di dare delle risposte, ho deciso di presentare, come gruppo di Forza Italia ed unitamente al gruppo consiliare della Lega e di Fratelli d’Italia, un emendamento mirato al cosiddetto collegato al bilancio che entrerà in discussione nella commissione competente questa settimana.
L’emendamento prevede il rinvio, al 30 giugno 2023, degli adempimenti necessari per il rinnovo delle concessioni conseguenti alla emanazione da parte del Ministero dello Sviluppo Economico delle Linee Guida in base alla legge del 17 luglio 2020.
Il termine del 30 giugno 2021 per regolarizzare la posizione contributiva rischia, infatti, di impedire il diritto al rinnovo, da parte dei Comuni, della concessione per migliaia di operatori commerciali su aree pubbliche della Regione Lazio.
L’obiettivo è di evitare che in fase di rinnovo le concessioni di cui sono titolari gli operatori possano essere dichiarate decadute, e quindi non rinnovate da alcuni Comuni, per mancanza di questo requisito previsto in molte normative delle Regioni.
Il rischio concreto, se non agiamo subito, è che circa il 40% delle concessioni di cui sono titolari le 17.000 piccole attività ambulanti nella Regione Lazio nei mercati, nelle fiere e nei posteggi isolati, non potranno essere rinnovate dai Comuni, togliendo così lavoro a migliaia di operatori, gettando nel baratro più totale le loro famiglie private dell’unica fonte di reddito di cui dispongono ed acuendo ulteriormente la crisi sociale ed economica che attanagliano il Lazio ed il resto del Paese.
Proprio prendendo atto della gravità della situazione e per prevenire quella che ha tutti gli elementi per palesarsi in una nuova emergenza nell’emergenza già in atto altre Regioni, come Marche, Campania, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna, hanno già adottato analoghi provvedimenti di tutela degli operatori  esonerandoli dalla presentazione del Durc, o sospendendo con rinvio, le sole procedure di rinnovo delle concessioni.
Mi auguro che l’emendamento sia recepito facendo prevalere, come accaduto in altre Regioni, il buonsenso e l’interesse verso un comparto fondamentale per la nostra economia

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