PTPR: le carte vanno attualizzate. Abbiamo dato importante contributo su rigenerazione urbana e sviluppo del litorale

E’ stato approvato all’alba di oggi in Consiglio il nuovo piano territoriale paesistico regionale, dopo una maratona notturna iniziata poco prima dell’una, quando l’assessore regionale Massimiliano Valeriani ha presentato quattro subemendamenti, che hanno interamente sostituito alcune parti del corposo provvedimento (tra cui le norme tecniche e le osservazioni), facendo decadere circa 2000 emendamenti. 
Non condivido pienamente il modus operandi di questa amministrazione, avendo imposto l’approvazione di un PTPR che rischia di non essere totalmente al passo con i tempi. Si tratta di un Piano che inciderà sui territori, sull’ambiente, sulla vita stessa dei cittadini e delle comunità che siamo chiamati a rappresentare. 
Il PTPR ha classificato il territorio regionale in paesaggio naturale, agricolo ed insediativo, utilizzando le Carte tecniche regionali del 1996, poi aggiornate nel 1999, e la carta d’uso del suolo del 2000. Il PTPR rappresenta uno strumento prezioso, che richiedeva la massima attenzione ed analisi per superare una rappresentazione del territorio che risulta vetusta ed ottenuta con strumenti obsoleti. 
Certo, prendo atto che vi sarà una revisione delle carte, con conseguente eliminazione di una serie di errori materiali presenti. Un passo in avanti che va nella direzione giusta, anche se non si tratta della completa attualizzazione da noi auspicata.
Siamo soddisfatti soprattutto per aver dato un contributo su alcuni punti essenziali. Con piacere noto come abbiano colto nel segno i nostri emendamenti che miravano alla piena attuazione della legge 7/2017 sulla rigenerazione urbana, finora ostacolata da disposizioni in conflitto con il PTPR. 
Allo stesso modo credo di aver dato un contributo importante con gli emendamenti volti a salvaguardare il regolamento regionale 19/2016, riguardante la disciplina delle diverse tipologie di utilizzazione delle aree demaniali marittime per finalità turistico-ricreative. Un aspetto fondamentale per tutelare lo sviluppo del litorale. 
A mio giudizio il Consiglio regionale avrebbe dovuto tener maggiormente conto delle osservazioni eventualmente rappresentate, oltre che dai Comuni, dalle parti sociali, dai rappresentanti di categoria e da chiunque fosse portatore di interesse. 
Purtroppo il nostro intento è stato solo parzialmente recepito. Ci ritroviamo un piano che disegna un Lazio non proprio corrispondente a quello attuale, ma non vi è dubbio che la presenza di un strumento unico a tutela del territorio possa facilitare il lavoro dei tecnici e rendere più snelle le procedure. E’ fondamentale avere un piano in grado di coniugare tutela del territorio, valorizzazione del suo patrimonio paesaggistico storico-culturale con lo sviluppo economico del Lazio.

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