Referendum: il quesito di Renzi è l’ennesima bufala a cui diciamo “NO”

Leggendo il quesito referendario presentato da Renzi questa mattina pensavo di avere qualche problema alla vista. Poi, mi sono accorto che invece è tutto vero e che, dopo averci propinato una riforma bufala, Renzi continua a spada tratta nel tentativo di prendere per il naso i cittadini, calando il quesito farlocco. Un quesito che è come la pillola di Mary Poppins e rappresenta un tentativo pessimo di rendere meno amara una riforma che, qualora fosse approvata, porterà solo conseguenze dannose per i cittadini. Renzi spera che mischiando le carte in tavola gli italiani voteranno “SI” e lo salveranno dal declino che lui stesso sta costruendo ogni giorno. Ma i suoi calcoli partono da un errore di fondo. Gli italiani non sono sciocchi e questa riforma la stanno studiando comprendendone la portata e le enormi lacune. E sceglieranno senza farsi influenzare dai suoi maldestri tentativi. Il quesito è l’ennesima favoletta che non trova corrispondenza nei fatti e nel testo della riforma. Del superamento del bicameralismo nella riforma non c’è traccia. Il Senato resterà in vita con la sola differenza che si toglierà ai cittadini la possibilità di scegliere da chi essere rappresentati. Di contenimento dei costi della politica, non c’è memoria. Di snellimento delle procedure per l’approvazione delle leggi, meno che mai. La revisione del Titolo V, che dovrebbe fondarsi sul principio di sussidiarietà e vicinanza delle istituzioni ai cittadini, in realtà fa esattamente il contrario. Il quesito è il simbolo della politica renziana fatta di artifizi lessicali e di vuoto nei contenuti. Questo modo di intendere e fare politica è inquietante e non fa che rafforzare le ragioni del nostro “NO” convinto ad una riforma farsa, approvata da un Parlamento semi illegittimo e sostenuta da un presidente del Consiglio abusivo. Gli italiani meritano di più, la nostra Costituzione non si può lasciare in pasto a chi pensa di poter fare e disfare il futuro dell’Italia a suo uso e consumo. E alla Boschi che qualche ora fa ha detto che “il quesito rispecchia semplicemente il titolo della legge” vorrei solo dire che, per una volta, mi trova concorde con lei. Perché una bufala è la riforma, una bufala il titolo, un imbroglio il quesito che i cittadini si troveranno di fronte al referendum.

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