Regione: proposta di legge per l’utilizzo del demanio, una leggina tutta da modificare

Sta per essere discussa in consiglio regionale la Proposta di legge concernente “Disposizioni relative all’utilizzazione del demanio marittimo per finalità turistiche e ricreative”. Una proposta di legge che, data l’importanza che l’argomento riveste per tutti territori costieri, ci aspettavamo non si riducesse a quattro articoli peraltro scritti anche male. Una proposta di legge che gioca sulla sottrazione anziché sul decentramento con una Regione che, ancora una volta, si rivela matrigna e avara nei confronti degli Enti locali come dimostra il tentativo di espropriare i Comuni delle loro competenze. Una leggina, scritta di fretta, composta di quattro articoli in cui i primi tre contengono delle specifiche tecniche e il quarto, sulle cosiddette norme transitorie, evidenzia tutta la volontà di Zingaretti e della sua giunta di togliere ai Comuni ogni potere decisionale. Un metodo che ci trova e ci troverà sempre contrari nella convinzione che la Regione debba legiferare e programmare ma che sia compito degli Enti locali gestire, fare le scelte operative e assumere decisioni che tengano conto delle reali esigenze delle comunità che rappresentano. L’idea che sta dietro le scelte di Zingaretti è quella di sentirsi un mini Stato altrettanto lontano dai bisogni dei cittadini quanto lo Stato centrale. La nostra idea è quella, invece, di fare in modo che i servizi siano sempre più vicini ai cittadini. Per questa ragione ho presentato una serie di emendamenti al quarto articolo della proposta di legge mirati ad evitare che la Regione Lazio con la redazione del piano di utilizzo degli arenili si sostituisca ai Comuni; ad assegnare tempi certi, non prorogabili, alla Regione per la redazione e l’approvazione del regolamento contenente le linee guida a cui i Comuni dovranno adeguarsi per la redazione dei Pua; a stabilire tempi certi a cui i Comuni devono attenersi per l’approvazione dei piani e in caso di inottemperanza il diritto della Regione di sostituirsi ad essi; nonché, nella fase transitoria, a dare la possibilità ai Comuni, con procedure di evidenza pubblica, di rilasciare concessioni provvisorie per l’utilizzo dell’arenile. La Regione Lazio con questa proposta di legge doveva dare risposte alle imprese e ai cittadini. Perché il turismo non è solo accoglienza ma è un insieme di relazioni politiche, economiche e sociali. E’ una materia che può e deve essere momento di sintesi di governo del territorio. Perché occuparsi di turismo significa occuparsi di urbanistica, qualità della vita e di imprese. Così come presentata questa proposta di legge però va esattamente nella direzione opposta. Mi auguro che Zingaretti e la sua giunta ne prendano atto e recepiscano queste proposte attuando un serio decentramento per avvicinare i servizi alle comunità che ne usufruiscono.

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