Rete sanitaria territoriale, bene il piano della Regione. Ma a Latina e provincia grave carenza dei posti letto.

Diamo atto alla giunta regionale di aver adottato il piano di potenziamento delle reti territoriali. C’è bisogno in particolare di un modello organizzativo di riferimento dell’assistenza territoriale e delle cure primarie, in grado di mettere in rete le forme associative della medicina generale e della pediatria di libera scelta, con la filiera dei servizi che trovano nel Distretto la loro collocazione. Purtroppo dobbiamo constatare che la situazione attuale della provincia di Latina sia a dir poco allarmante. Proprio nel documento della giunta Zingaretti si evidenzia il ritardo strutturale della sanità pontina.
A partire dalla carenza notevole nell’offerta di assistenza residenziale e semiresidenziale alle persone non autosufficienti. Risulta esserci un numero di posti letto pari a circa la metà rispetto al fabbisogno effettivo. Ovvero 573 sono i posti letto residenziali attuali, mentre ce ne dovrebbero essere 1.068. Situazione ancora più difficile nell’ambito dell’offerta semiresidenziale, dove sono solo 10 i posti letto contro i 144 necessari.
I dati sono negativi anche per quanto concerne l’assistenza a persone con disabilità fisica, psichica e sensoriale. Viene stimato un fabbisogno di 345 posti residenziali nelle strutture sanitarie di Latina e provincia, eppure l’offerta attuale è ferma a quota 35. Nell’ambito semiresidenziale sono 100 i posti letto disponibili contro i 260 necessari.
Appare dunque evidente come nel nostro territorio manchi una rete sanitaria territoriale all’altezza, soprattutto quando si parla di assistenza a pazienti in condizioni di particolare fragilità.
Oggi a pagare sono solo i nostri cittadini, privati di servizi, costretti a rinunciare alle cure perché, purtroppo, non hanno disponibilità per rivolgersi al privato.
Occorre quindi ripensare ad un nuovo modello di sanità in grado di privilegiare l’offerta extraospedaliera. Le scelte nella sanità non si fanno con la calcolatrice ma calandole sul territorio, rispondendo alle sue caratteristiche, avvicinando i servizi ai cittadini e non, come accade adesso, costringendoli a viaggi della speranza solo per fare una visita.
Non posso non constatare che l’assistenza territoriale è quasi sempre insufficiente, scarsamente capillare e poco conosciuta laddove esiste. Le tanto celebrate Case della salute sono state un flop visto che nessuno sembra neanche prenderle in considerazione. Senza dimenticare i distretti, dove mancano medici e infermieri e che sembrano quasi ‘svuotati’.
Proprio nel piano di potenziamento delle reti territoriali si fa riferimento alla necessità di avere distretti orientati alla valutazione dei bisogni e alla costruzione di risposte sanitarie integrate. L’auspicio è che gli stessi distretti in provincia di Latina vengano potenziati sia in termini di organico che di servizi.
E’ quindi urgente implementare l’offerta e garantire il soddisfacimento del bisogno rilevato sul territorio, con particolare riferimento ai livelli di trattamento maggiormente carenti.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *