Rifiuti, basta “sceneggiate”: subito un piano regionale, no a decisioni estemporanee e dannose

Sui rifiuti non servono ‘sceneggiate’ come quella odierna ma fatti concreti. Personalmente non mi appassiona la guerra che vede tra i protagonisti Comune di Roma e Regione Lazio. L’amministrazione regionale non ha ancora fatto il proprio dovere. A distanza di 6 anni dal primo annuncio non ha ancora presentato un piano sui rifiuti. Lo stiamo aspettando con trepidante attesa.
Il Comune di Roma è altrettanto inadempiente. Dice ‘no’ ai termovalorizzatori e agli inceneritori e preferisce continuare sulla falsariga di quanto disposto in passato, cioè quella di portare i rifiuti ovunque: fuori dal raccordo anulare, oltre l’hinterland romano, anche fuori dal Lazio e dall’Italia.
Entrambi hanno delle colpe su questa emergenza, dove a farla da padrone è il gioco dello scaricabarile. L’impasse a cui assistiamo finisce per ricadere sia sui cittadini romani che meriterebbero un servizio efficiente, sia su quelli laziali, i cui territori rischiano di diventare vere e proprie pattumiere dove scaricare la spazzatura e le proprie responsabilità.
Da parte mia, intendo riaffermare il principio dell’autosufficienza, ovvero l’imprescindibile esigenza di chiudere il ciclo dei rifiuti sul territorio che li produce. Ogni provincia deve determinare l’impiantistica necessaria a soddisfare il proprio fabbisogno senza scaricare su altri le proprie incapacità e irresponsabilità. E’ ora di intervenire con un piano organico e duraturo. Non si può ancora temporeggiare lasciando spazio a decisioni estemporanee e dannose come quella messa in atto dalla Raggi con l’ordinanza per il conferimento dei rifiuti romani nella discarica di Civitavecchia

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