Rifiuti, rischio sanitario: convoco Comune di Roma e Regione Lazio

La città di Roma è ormai ridotta ad una discarica a cielo aperto. Le cronache quotidiane degli organi di informazione segnalano la presenza costante di cinghiali, blatte, vermi, gabbiani e colonie di topi nei pressi dei cassonetti dislocati in svariati quartieri, sia in periferia che nel cuore della metropoli. La situazione è diventata insostenibile per i residenti come pure per i tanti turisti che affollano le strade della Capitale.
Occorre intervenire per affrontare le problematiche di ordine igienico-sanitario. In questo senso già nei prossimi giorni convocherò un’audizione sui rischi sanitari legati all’emergenza rifiuti. Abbiamo intenzione di ascoltare gli enti locali interessati, il Comune di Roma Capitale e la Regione Lazio, nonché i rappresentanti delle organizzazioni medico-sanitarie e delle associazioni dei consumatori. E’ necessario dare la priorità assoluta alla salute dei cittadini.
Personalmente ritengo che forse con troppa fretta si è deciso di chiudere l’impianto di Malagrotta. In tempi non sospetti avevo espresso il timore che il Comune di Roma non individuasse rapidamente un’area per una nuova discarica e conseguentemente fosse costretto a portare i suoi rifiuti fuori dal Raccordo anulare. Una preoccupazione che si è rivelata purtroppo fondata.
Intendo affermare la necessità di rispettare il principio dell’autosufficienza e l’imprescindibile esigenza di chiudere il ciclo dei rifiuti sul territorio che li produce. Per questo motivo la Regione Lazio deve essere più chiara. La definizione degli ambiti territoriali di riferimento in base al principio di prossimità sarebbe un primo passo essenziale e auspico che quanto prima il presidente Zingaretti e l’assessore Valeriani illustrino in Consiglio il piano regionale sui rifiuti, dando seguito alla presentazione avvenuta cinque mesi fa delle linee guida fin troppo teoriche.

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