Rifiuti: Zingaretti e Raggi smettano di giocare allo scarica barile e risolvano l’emergenza governando

La guerra sui rifiuti che vede tra i suoi protagonisti più impegnati il presidente della Regione Lazio Zingaretti e il sindaco di Roma, Raggi, non appassiona. Una questione tanto importante. Un’emergenza che ha ripercussioni sulla salute dei cittadini e sulla qualità della vita e dell’ambiente non può diventare una telenovela dove a farla da padrone sono teorie complottistiche e giochi allo scarica barile. Oggi ciascuno, indistintamente, deve ammettere che la situazione attuale sui rifiuti è legata alle omissioni di tutti. Da parte di chi, come il presidente Zingaretti, è da dicembre 2013 che aveva assicurato la redazione di un nuovo piano di gestione dei rifiuti, l’ultimo piano vigente è quello del 2012, capace di rispondere alle mutate e specifiche esigenze dei singoli territori del Lazio. Un piano di cui oggi, a distanza di quattro anni, non abbiamo visto nulla. Così come si sono perse le tracce del confronto, iniziato in commissione regionale ambiente, sugli atti propedeutici alla redazione del nuovo piano. Un confronto, che con responsabilità, avevamo intrapreso avanzando una serie di proposte, tra cui la garanzia dell’autosufficienza dei sub ambiti. Principio che non può che riguardare anche Roma e chi la governa che invece continua a fare melina sottraendosi alla proprie responsabilità e scaricando la propria incapacità decisionale sugli altri. Oggi Roma produce circa 1 milione e 700 mila tonnellate di rifiuti che corrispondono a circa il 60% della produzione totale del Lazio e questo la Raggi non può ignorarlo. Chi amministra, nessuno escluso, deve nel rispetto del principio di autosufficienza dei sub ambiti, decidere come affrontare il problema e risolverlo. Non si governa con la doppia morale ma con decisioni responsabili. E chi amministra come Zingaretti e la Raggi, ciascuno per il ruolo che ricopre, hanno il dovere di non sottrarsi a tale onore e onere. Hanno il dovere di scegliere le strategie migliori per evitare le emergenze sul territorio in cui sono state create. Zingaretti deve programmare l’impiantistica necessaria in base al fabbisogno dei territori del Lazio e la Raggi deve decidere dove collocare quelli necessari a Roma. Insieme devono lavorare  per mettere in atto gli interventi indispensabili a rimuovere le criticità esistenti. Perché l’inerzia, quella condivisa dal presidente della Regione e dal sindaco di Roma, nel settore dei rifiuti, lo scarica barile dietro cui cercano di nascondere non solo montagne di spazzatura ma in particolare le proprie incapacità ricadono solo sui cittadini che meriterebbero in servizio efficiente e non un esercito di topi che scorrazzano liberi per la città.

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