Riordino delle Province: da Zingaretti caos totale. Siamo pronti a dare battaglia

Il mio intervento durante la commissione regionale Affari istituzionali sull’analisi della proposta di legge n.317 sull’attuazione della legge Delrio.
“Non c’è dubbio che la questione delle “ Province” non porti bene a chiunque la affronti. Dal governo Monti (che aveva tentato un improbabile accorpamento riducendone il numero) fino alla cosiddetta legge “Delrio”.
Ad oggi siamo al quarto tentativo da parte della Regione.
Il riordino non funziona.
Delrio ha provato a distinguere le funzioni fondamentali da quelle non fondamentali ed ha chiesto alle regioni di collaborare per riordinare le “funzioni non fondamentali” che potevano essere riallocate alle regioni stesse e/o devolute verso il basso.
La Regione non ha fatto né l’uno né l’altro. Ha semplicemente creato un caos. Come ho ribadito in altri interventi sembra di stare all’indomani del Governo Badoglio!
La Regione in questo percorso sta ponendo in essere una serie di “paradossi”.
Il primo è con la legge 17 del 31 dicembre 2015. Nella relazione alla legge si ha la presunzione di scrivere che con quei quattro articoli si è adempiuto a quanto previsto dalla legge “Delrio”.
La verità è che ci sono forti dubbi sulla legittimità del percorso normativo che si sta seguendo.
Di fatto si delega ai dirigenti regionali il compito di operare il riordino delle funzioni con gli organismi decentrati!
Un altro paradosso riguarda l’individuazione dell’ “Area vasta” che non viene neanche menzionata.
Sul piano delle funzioni, poi, non c’è un minimo di razionalizzazione. Le Province dovrebbero diventare un “service” della Regione (tipo la Lait).
Sul piano organizzativo, infine, regna una grandissima confusione perché non si entra nel merito delle funzioni fondamentali che rimangono alle Province come ad esempio l’Ambiente dove tutto è lasciato nel vuoto.
Questa incertezza non è più procrastinabile. La regione deve finalmente definire.
Le altre regioni hanno già legiferato. L’Ambiente rimane alle Province!
Idem dicasi per la Viabilità.
Qui, invece, non si comprende chi fa cosa.
Le Province hanno già detto che non possono essere la “cassa” della Regione. Oltre l’urgenza, a tutela dell’incolumità pubblica, non possono andare.
Chi fa la manutenzione ordinaria su strade e pertinenze? Chi fa il controllo tecnico?
Anche le politiche sociali: la Regione le avoca a se con l’art. 7 della Legge 17 del 31.12.2015.
Dimentica, però, che le risorse umane addette ai servizi le ha riportate in Regione. Come deve fare la Provincia? Prende un geometra e lo fa assistente sociale? La verità è che si gira intorno al caos.
Avevamo suggerito di riprendere la PL 317 e di rifarla meglio.
Anche sulle funzioni di Roma Capitale in occasione della PL 269 avevamo presentato un emendamento su Roma capitale.
Un serie di attribuzioni andavano assegnate subito come, per fare solo alcuni esempi, l’approvazione del Piano Regolatore generale, l’approvazione dei Piani Particolareggiati, l’acquisizione di aree fabbricabili per l’edilizia economica e popolare, il trasporto su gomma, la Protezione Civile in collaborazione con la Presidenza del Consiglio dei Ministri, lo sviluppo urbano e pianificazione territoriale, la gestione delle tre ferrovie ex concesse ( Roma-Giardinetti/Roma- Lido/ Roma- Viterbo), la partecipazione diretta alla ripartizione del Fondo Nazionale Trasporti e la autorizzazione delle linee turistiche Gran Turismo.
Queste funzioni vanno inserite nella presente proposta di legge se volete la nostra partecipazione su un atto che riguarda sei milioni di abitanti ( Roma e Province). Al momento non si comprende il vostro pensiero sul percorso che state percorrendo. Mettete fretta per calendarizzare i lavori della commissione e portare subito la proposta in aula.
Se volete lo scontro siete sulla strada giusta: manca la dichiarazione di guerra ma, di fatto, la prima battaglia è iniziata”.
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