Riordino Ipab, anche il Consiglio di Stato bacchetta la Regione Lazio e l’inerzia di Zingaretti

Sulla legge di riordino delle IPAB, Istituti di assistenza e beneficenza, anche il Consiglio di Stato (con la sentenza 745/2018), su un ricorso inerente la trasformazione dell’Ipab Santa Margherita di Roma in Fondazione, censura l’inerzia “sine die” della Regione Lazio. Ed evidenzia, a chiare lettere, la gravissima violazione di una sentenza della Corte Costituzionale cui la Regione Lazio, unica in Italia, a trent’anni di distanza ancora non ha dato attuazione. Ed ha smascherato anche l’escamotage dell’abuso del ricorso alla figura del Commissario ad acta che, snaturato della sua ratio normativa e legittimante, di fatto, in violazione del principio della collegialità dell’organo statutario, ha amministrato senza alcun controllo le Ipab regionali in cui è stato nominato in attesa della conclusione del processo di riordino. Sono anni che ci battiamo perché il presidente Zingaretti, messi da parte gli evidenti intenti speculativi sul patrimonio di questi Istituti che, come nel caso del Sant’Alessio ammonta a qualche centinaio di milioni di euro, sono a dir poco cospicui, metta fine ad una ingiustificata inerzia e riordini un patrimonio sociale ed immobiliare che rischia di essere deprezzato. Sulla riorganizzazione delle Ipab la nostra posizione era e resta una sola. La Regione deve legiferare. Il riordino, l’estinzione, la trasformazione, fusione o depubblicizzazione di questi istituti ci impone di effettuare scelte ponderate che solo una legge può contenere. Non c’è altra strada. Zingaretti ci ha provato ad aggirare l’ostacolo proponendo il riordino di questi Istituti con una deliberazione. Ha tentato di arrampicarsi  sugli specchi cercando di recuperare in fretta e furia quanto non fatto da questa Regione, inadempiente rispetto a quanto sancito dalla norma nazionale risalente al 2001 ed efficace sino al 2003, per ben quindici anni. Ma lo abbiamo impedito. La competenza in materia è del consiglio regionale chiamato ad entrare nel merito della questione. Per di più che in Regione non esiste l’istituto della legge delega. Non si tratta di unire scatole vuote ma di modificare sostanzialmente lo status giuridico di Istituti che oggi erogano servizi fondamentali sul piano dell’assistenza e del sociale. Dobbiamo decidere come intendiamo garantire, a fronte del riordino, l’erogazione di tutti quei servizi che le Ipab  erogano sul territorio. Con la prossima legislatura ci batteremo affinché il riordino delle Ipab sia affrontato con scienza e coscienza con quel pragmatismo che è mancato in cinque anni di amministrazione Zingaretti.

 

 

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *