Riordino Province, in commissione banco di prova per Zingaretti e centrosinistra su efficienza e sussidiarietà servizi ai cittadini

Sulla proposta di legge per il riordino delle Province, in discussione in queste ore in commissione consiliare congiunta, si misura la capacità della maggioranza di centrosinistra di essere coerente con quanto annunciato e di arrivare ad una reale semplificazione amministrativa. Perché sino ad oggi Zingaretti e la sua maggioranza stanno solo complicando le cose. Basti pensare che la proposta di legge 269 è stata prima presentata, poi insabbiata, poi ripresentata a giugno 2015 e solo ora sottoposta all’esame della commissione non considerando che si tratta di un lavoro complesso ed importante che non può essere affrontato con fretta e superficialità. Una proposta di legge la cui analisi dovrebbe, come emerso dall’audizione del commissario di Roma Capitale Tronca, essere rinviata a dopo le elezioni amministrative di maggio perché solo il nuovo governo può affrontare concretamente il nodo delle funzioni assegnate o da assegnare. Una proposta di legge che nasce da un paradosso quale è la Legge Delrio che non chiarisce, ed anzi complica, l’assetto istituzionale ed operativo degli Enti locali sollevando molti dubbi sulla sua attuazione. Una legge che continuiamo a considerare una aberrazione perché oltre a complicare l’esercizio delle funzioni fondamentali a livello locale ha negato ai cittadini la possibilità di eleggere i propri rappresentanti democraticamente. In un quadro già complesso questa proposta di legge deve essere uno strumento a sostegno dei cittadini e delle imprese, deve avere quale unico obiettivo quello di agevolare la vita delle nostre comunità e di tutti coloro che sono costretti ad attendere anni per avere un parere paesaggistico o urbanistico, deve essere la spada che taglia una vota per tutte le lungaggini burocratiche che paralizzano questa regione. E per fare questo l’unico modo è rispondere al principio di sussidiarietà, di devoluzione verso il basso dei servizi per renderli il più possibile vicini ai cittadini ricollocando le funzioni agli Enti locali, decentrando funzioni fondamentali alle aree metropolitane, alle Unioni dei Comuni ed ai Comuni garantendo le somme necessarie alla prosecuzione del loro svolgimento. Su queste direttrici ho impostato i miei emendamenti nati sui principi di efficienza, efficacia, differenziazione e adeguatezza assicurando la continuità amministrativa, la semplificazione e la razionalizzazione delle procedure. Suggerimenti di rettifica alla proposta di legge mirati a correggere il tiro su tematiche molto importanti, urbanistica, viabilità, prossimità delle agenzie regionali, formazione, lavoro, polizia provinciale, turismo, che riguardano direttamente la vita dei cittadini e che per questo devono essere delegate verso il basso. Mi auguro che il centrosinistra accolga tali proposte puntando a dare concretamente ai cittadini quelle risposte che attendono da anni.

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