Riordino Province: proposta di legge insensata, Zingaretti si prepari ad una dura battaglia

Riallocazione delle funzioni amministrative a livello locale, un pasticciaccio in salsa rossa. La proposta di legge 269 del 15 giugno 2015 sul “Conferimento di funzioni e compiti amministrativi alla città metropolitana di Roma capitale, a Roma capitale e riallocazione delle funzioni amministrative a livello locale”, per la quale è stata incardinato l’esame nelle commissioni consiliari la prossima settimana, è l’ennesima dimostrazione di come la giunta Zingaretti sia l’ufficio complicazione affari semplici. La proposta di legge, che nasce in attuazione della Legge Delrio, conferma la volontà accentratrice di questa Regione che ha perso l’ennesima occasione per rispondere al principio di sussidiarietà, di mantenere i servizi vicini ai cittadini ricollocando le funzioni agli Enti locali. Eppure era sufficiente vedere cosa hanno fatto altre Regioni come la Toscana e l’Emilia Romagna che tra l’altro sono guidate dalla stessa bandiera che governa il Lazio. Regioni che hanno utilizzato questa proposta di legge per consolidare il ruolo degli Enti locali, decentrando funzioni fondamentali. Oppure bastava fare quello che ha fatto, credo egregiamente, la Regione Veneto che nella proposta di legge depositata da parte della giunta ha mantenuto lo status quo esistente, ha lasciato le funzioni fondamentali alle Province e ai Comuni garantendo le somme necessarie alla prosecuzione del loro svolgimento. Un atto di responsabilità che va a vantaggio dei cittadini, dei lavoratori e dello sviluppo dei territori. Oggi la proposta di Zingaretti va esattamente nel senso contrario con effetti devastanti per le comunità che rappresentiamo. Basti pensare che oggi per avere un parere dalle Province i cittadini e le imprese attendono al massimo trenta giorni. Dalla Regione Lazio per avere un parere paesaggistico o conoscere lo stato di avanzamento di una pratica passano mesi, per non dire anni. Questa è l’efficienza? Accentrando su di se funzioni chiave quali il turismo, l’ambiente, la cultura e la formazione professionale la Regione Lazio viene meno al suo ruolo che dovrebbe essere quello di legiferare e di “pensare” lo sviluppo del suo territorio dentro la coesione nazionale affidando agli enti periferici il governo della vita dei cittadini e dei servizi fondamentali. Semplificazione, razionalizzazione, efficienza dovrebbero essere i principi su cui dovrebbe incardinarsi l’azione della Regione Lazio. Invece siamo all’anno zero con una proposta di legge che non fa che peggiorare il già devastante quadro emerso a seguito della legge Delrio che ha reso le Province Enti di secondo livello uccidendo la democrazia e allontanando le risposte dai cittadini, dalla vita reale, dalle esigenze dei territori. Questa proposta di legge non ci piace e non la condividiamo. Per questo faremo quanto in nostro potere, attraverso la presentazione di emendamenti e utilizzando ogni strumento a disposizione, affinchè venga modificata. Oggi il compito della Regione Lazio deve essere quello di procedere al riordino delle funzioni in applicazione dei principi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza assicurando la continuità amministrativa, la semplificazione e la razionalizzazione delle procedure. Tutti passaggi che possono essere effettuati solo se saranno gli Enti locali e le Province, in qualità di enti di area vasta, a gestire i settori fondamentali che incidono sulla vita dei cittadini.

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