Rischio idrogeologico, ottenuta convocazione commissione ambiente su caso Ventotene

La risposta che l’assessore Refrigeri ha dato oggi in consiglio regionale, nel corso del question time, all’interrogazione che abbiamo presentato sugli interventi per arginare il rischio idrogeologico nell’isola di Ventotene, è stata incompleta. Per questa ragione abbiamo chiesto ed ottenuto, in raccordo con il presidente Panunzi, la convocazione per il 9 dicembre 2014, della Commissione Ambiente, lavori pubblici, mobilità, politiche della casa e urbanistica, con l’audizione del sindaco del Comune di Ventotene e dell’assessore regionale competente, Fabio Refrigeri, al fine di derimere le problematiche di cui sopra e comprendere nello specifico il cronoprogramma e le azioni che si intendono mettere in atto per far fronte ai danni provocati e prevenire quelli derivanti dal rischio idrogeologico. L’interrogazione che abbiamo presentato nasce dal piano straordinario di interventi per la mitigazione del dissesto idrogeologico approvato dalla Regione Lazio nel 2010 con un impegno di spesa pari a 120 milioni di euro, di cui 60 a carico del Ministero dell’Ambiente e 60 a carico della Regione Lazio. Degli interventi previsti per l’isola di Ventotene solo alcuni sono stati realizzati. L’isola di Ventotene si sta letteralmente sbriciolando e se non si effettua un intervento massiccio e rapido per arginare questo fenomeno si continua a mettere a rischio la vita dei residenti e dei turisti su un’ isola che è patrimonio italiano ed europeo. Il nostro obiettivo è, unitamente all’impegno da parte del consiglio regionale, della giunta e del presidente Zingaretti ad ottenere dal Governo una adeguata redistribuzione dei fondi contro il rischio idrogeologico sul territorio nazionale, avere un quadro e un cronoprogramma preciso degli interventi realizzati, in corso di realizzazione e in fase di progettazione a Ventotene. Così come riteniamo fondamentale l’istituzione una di una task-force con il pieno coinvolgimento dell’Ardis, dell’Autorità dei bacini regionali, di tecnici e professionalità operanti nei Comuni, nei parchi regionali e nei Consorzi di bonifica, per realizzare nel più breve tempo possibile gli interventi e la messa in sicurezza delle aree ad alto rischio di dissesto idrogeologico individuate dal programma.

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