“Risonanza magnetica a Formia: basta indugi”. Interrogazione domani nell’aula del consiglio regionale

La vicenda della Risonanza Magnetica Nucleare del Dono Svizzero di Formia ha ormai assunto contorni tragicomici, non degni di un Paese civile!
Per questo ho presentato un’interrogazione al presidente Zingaretti e all’assessore D’Amato (che verrà discussa domani nel Question Time previsto in aula) per chiedere quanto tempo ancora, considerata la lunga attesa che si protrae da anni, dovranno attendere i cittadini del Comune di Formia e dell’intero territorio sud pontino per avere un ospedale dotato dell’apparecchiatura per effettuare la risonanza magnetica.
Nonostante dal 21 novembre 2012 siano trascorsi “solamente” sette anni, durante i quali si è assistito ad una serie incredibile di passaggi burocratici (una cinquantina), la promessa solenne del dottor Casati riguarderebbe una nuova apparecchiatura, una Tac all’avanguardia, capace di diagnosticare con 64 strati. Ben venga anche questo macchinario che migliorerà certamente la qualità dell’offerta sanitaria, ma l’utenza di Formia e dell’intero golfo chiede da 7 anni la Risonanza Magnetica.
Appare inoltre evidente la scarsa cura con cui negli anni è stata custodita questa costosa apparecchiatura, lasciata alla mercè di atti vandalici, che l’hanno gravemente danneggiata.
Aggiungo che a causa di questa carenza, il Pronto Soccorso dell’ospedale versa in gravi difficoltà e i cittadini sono costretti, dovendosi rivolgere a strutture private, a sostenere spese ingenti o a dover percorrere parecchi chilometri per poter effettuare l’esame diagnostico di cui necessitano.
Su tutta questa vicenda abbiamo esposto le nostre perplessità. Non è dato sapere, ad oggi 1) quanto è costata la precedente apparecchiatura per la risonanza magnetica; 2) come è stata custodita e come sia stato possibile il verificarsi di atti vandalici che l’hanno danneggiata; 3) se, in merito a tali atti vandalici e al danno subito dal macchinario, è stata avviata un’indagine per accertare eventuali responsabilità, soggettive ed oggettive; 4) quanto costerà la nuova apparecchiatura; 5) se saranno i cittadini a fare le spese di quanto accaduto, oltre a non aver potuto usufruire del servizio per tutti questi anni.
Agli utenti bisogna dare risposte concrete, in primis sul perché della mancata attivazione di questo importantissimo strumento diagnostico, in secondo luogo sulla tempistica prevista per avere finalmente un macchinario funzionante in un nosocomio di primaria importanza per l’intero territorio.
Non va dimenticato che la mancata utilizzazione di un’apparecchiatura costosa inutilizzata è equiparabile allo spreco di denaro pubblico e pertanto non tutela l’interesse dei cittadini

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