Risorse idriche, serve una legge chiara per un servizio efficiente

Sono trascorsi 18 anni dall’ultima volta che il consiglio regionale ha affrontato il tema della gestione delle risorse idriche. Prendo atto con soddisfazione delle risultanze del movimento referendario che ci ha fornito uno stimolo in più sottolineando quelle linee di principio che sono da noi tutti condivise e che non possono e non devono essere messe in discussione. Il valore dell’acqua, come sancito dalla stessa legge 6 del ’96, non è mai stato messo in discussione. L’acqua è un bene comune nessuno lo ha mai negato. Ma allo stesso tempo non possiamo negare che per una maggiore efficienza ed efficacia del servizio fosse indispensabile procedere ad una razionalizzazione del sistema, ad una industrializzazione dell’apparato di distribuzione, ad una suddivisione accurata dei bacini in base anche alle caratteristiche dei territori, ad una razionalizzazione della gestione. Basti pensare che prima del 1996 avevamo 500 gestioni per 385 comuni con una frammentazione che rendeva caotico il sistema. La proposta di legge referendaria oggi arrivata in aula si basa su principi generali che ci trovano pienamente concordi. Dobbiamo approvare questo testo ma è indispensabile apportare degli aggiustamenti normativi. Serve chiarezza su alcuni articoli che devono essere resi più attuali e comprensibili anche in combinato disposto con la legge nazionale. Ci auguriamo che questa fase di confronto e partecipazione possa rendere più chiara e applicabile la proposta. Apprezzo l’intervento di maggioranza e dell’assessore per arrivare alla definizione di un testo unanime. Forza Italia vuole lavorare per arrivare alla redazione di un testo unico e condiviso ma soprattutto capace di garantire la sicurezza dei cittadini che passa per un servizio efficiente e razionale.

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