Roma-Latina, la Regione Lazio dica cosa vuole fare dell’opera infrastrutturale. Ho presentato una richiesta di audizione in commissione

Prendiamo atto che il Consiglio di Stato ha giudicato inammissibile il ricorso presentato dal Consorzio SIS avanzato per chiedere l’annullamento della sentenza, del settembre 2018, sulla gara d’appalto della Roma–Latina. Anche in virtù di questa pronuncia che chiude la fase dei contenziosi amministrativi, ho presentato una richiesta al presidente Fabio Refrigeri, al fine di riconvocare l’audizione della commissione Lavori pubblici, rinviata poche settimane fa, proprio perché in attesa della definizione del ricorso rigettato nella giornata di ieri. Per la precisione ho avanzato la richiesta al presidente Refrigeri di convocare in audizione l’Assessore ai Lavori Pubblici, tutela del territorio e Mobilità della Regione Lazio, Mauro Alessandri, i rappresentanti del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, di ANAS S.p.A. e di Autostrade del Lazio con l’obiettivo di fare il punto sulla Roma-Latina, ritenendo fondamentale che la Regione Lazio comunichi tempistica e modalità con cui intende intervenire in merito alla realizzazione dell’infrastruttura. A tale proposito è mio dovere ricordare che la giunta regionale si è impegnata a mettere in atto, presso il Governo e i Ministeri competenti in materia, tutte le azioni necessarie per il mantenimento della piena disponibilità del finanziamento statale previsto, pari a 980 milioni euro, indispensabile per la realizzazione di questa opera. Si tratta di un’infrastruttura strategica per la mobilità delle persone e delle merci e per la competitività dei territori interessati. La perdita dei finanziamenti per la realizzazione della Roma-Latina si ripercuoterebbe negativamente non solo sulla provincia di Latina, ma su tutto il Lazio. Le imprese pontine, prive di collegamenti rapidi e sicuri, non hanno più ossigeno per andare avanti. Il ritardo accumulato tra corsi e ricorsi, polemiche a volte strumentali, si è tradotto in una ferita aperta nel tessuto imprenditoriale di una Regione, come il Lazio e di una provincia, come quella di Latina, che sono tagliate fuori con il resto del Paese e con l’Europa. Occorre andare oltre la logica della contrapposizione fra schieramenti politici e cercare di trovare una soluzione concreta ad un’esigenza improcrastinabile. Perché in ballo c’è la sopravvivenza stessa di un intero territorio, di migliaia di aziende e di cittadini che meritano risposte risolutive ed immediate.

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