Sale operatorie come stanze di ricovero per pazienti intubati. Zingaretti venga con noi a Latina e Formia

Le sale operatorie di Latina e Formia stanno fungendo da “ricovero” di fortuna per i pazienti intubati in attesa di essere trasferiti in reparto. Di fronte a questa situazione si può solo pregare che non arrivino altre emergenze. Una situazione su cui non esistono commenti adeguati ma solo responsabilità. Come giustamente afferma la stampa, si tratta ormai di una prassi. Ne vengono segnalati almeno 6 di questi casi nell’arco dell’ultima settimana. All’ospedale ‘Goretti’ di Latina, dove mancando posti letto in Rianimazione, diversi pazienti gravi, reduci da delicati interventi chirurgici e dopo essere stati intubati, vengono lasciati all’interno della sala operatoria. Nella giornata di lunedì ben tre di loro sono stati costretti a ‘sostare’ presso il reparto adibito agli interventi chirurgici. Si tratta di due donne, una colpita da emorragia cerebrale e l’altra sottoposta a una craniotomia, e un giovane, intubato dopo essere giunto nel nosocomio vittima di una grave polmonite, stando a quanto risulta ad autorevoli fonti della stampa locale. Una situazione difficilissima, considerando che in sala operatoria devono poi proseguire gli interventi chirurgici, in particolare quelli d’urgenza, e il personale si deve dividere tra i pazienti sottoposti ai diversi interventi e quelli che si trovano lì come se quello spazio fosse un comune reparto. Uno stato di cose che va avanti così da tempo e tracce di miglioramenti non se ne vedono. Il problema non riguarda solo Latina. Infatti una situazione analoga si è verificata la scorsa settimana anche presso l’ospedale ‘Dono Svizzero’ di Formia, che ha visto alcuni pazienti ‘vittime’ della carenza di letti, traslocati provvisoriamente nel reparto operatorio. Al Goretti come al Dono Svizzero sarebbe bastato dotare i reparti di letti provvisti di ‘respiratori’ per assicurare un trattamento più dignitoso ai degenti. Con una spesa pari a poche decine di migliaia di euro si sarebbero evitati questi inconvenienti. Senza dimenticare un altro aspetto preoccupante, rappresentato dal fatto che il ‘parcheggio’ di questi pazienti, può provocare altri effetti rilevanti, a partire dai rischi legati alle infezioni batteriche, maggiormente frequenti proprio nelle sale operatorie.
Questi gli ultimi sconcertanti episodi che mettono a nudo le carenze della sanità locale. In questo periodo, emerge poi il problema più generale di ambulanze del 118 ferme, perché le barelle che vengono utilizzate per trasportare i pazienti si trasformano in letti di fortuna a causa dell’assenza di posti letto. Come d’altronde testimoniato pochi giorni fa da ‘Striscia la notizia’ nella recente sortita della troupe televisiva presso il Pronto Soccorso dell’ospedale di Latina. A pagarne le conseguenze principali, sono i pazienti ovviamente. Le ragioni di questo caos sono note. L’assistenza territoriale è insufficiente, non capillare e poco conosciuta laddove esiste. Le tanto celebrate Case della salute sono state un flop, visto che nessuno sembra neanche prenderle in considerazione. E gli ospedali restano l’unico riferimento per i cittadini. Occorre una programmazione più attenta che, partendo dalle criticità che vanno dal sottodimensionamento delle dotazioni organiche, passando per le carenze strutturali arrivando sino alla insufficienza di posti letto e alla costante emergenza dei Pronto Soccorso, possa dare nuova linfa a un settore vitale per gli utenti. Per questi motivi rinnovo l’invito al presidente Zingaretti a venire con noi sul territorio per constatare in prima persona i disagi che i cittadini vivono ogni giorno. Magari fra un’inaugurazione o una cerimonia che spesso lo vedono protagonista nella provincia pontina, potrebbe dare un’occhiata alla condizione in cui versano i reparti ospedalieri. Dunque, presidente, esca dai palazzi e scenda tra i comuni mortali, tocchi con mano il dramma di una sanità non degna di un Paese civile come l’Italia

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