Sangiorgi: “Questa sanità è ancora molto lontana dalle effettive esigenze dei cittadini”

* Gianna Sangiorgi

Buon giorno a tutti, grazie per averci invitato a questa manifestazione e aprirei dicendo subito che negli ospedali delle nostre Province le eccellenze non mancano in maniera assoluta, il problema viene quando si richiede un intervento di questi specialisti e spesso si è costretti, come si diceva, ad andare fuori Provincia se non fuori Regione.

Ciò detto, mi rendo conto che parlare di sanità in questo momento è una cosa imbarazzante, perché quotidianamente il nostro sportello di ascolto riceve persone che in qualche modo non hanno avuto la possibilità di accedere alle cure, faccio alcuni esempi pratici, abbiamo portato a termine il percorso “nascita”, che è molto bello, fatto molto bene, però tutti i giorni c’è una mamma che viene e che dice: “Guardi, io devo fare questa ecografia che va fatta entro questo periodo, mi danno l’appuntamento dopo che è nato mio figlio”! E qui è chiaro che il ricorso alla struttura privata diventa indispensabile.

Altri percorsi, percorso per le donne operate al seno, garantiscono tutta una serie di prestazioni che poi nella realtà non ci sono. Noi abbiamo una Brest Unit che non è famosa a livello nazionale ma addirittura internazionale, gli interventi di questa Brest Unit sono affidati alla buona volontà del personale scarsissimo che c’è, quindi anche in questo direi che la Regione, oltre che emanare determine, dovrebbe controllare e verificare, perché non possiamo parlare a una donna che sarà operata al seno, in fase di pre-diagnosi, di intervento e poi all’improvviso non può fare l’infodrenaggio, non è garantita la medicazione perché nel 90 per cento dei casi manca l’infermiera o manca il medico! Torno a ripetere, i nostri medici sono veramente eccellenti e fanno di tutto lavorando in condizioni veramente disastrose, perché ci sono medici che entrano in ospedale la mattina e se ne vanno la sera! Quindi, insomma, voglio dire, degli aiuti andrebbero dati.

Vogliamo affrontare il discorso dell’assistenza ai minori, soprattutto quelli che hanno delle difficoltà psicomotorie? C’è una struttura che ha sempre funzionato, ma a stento, ora sono rimaste due persone, il personale non è stato sostituito, cioè le persone che sono andate in pensione non sono state sostituite, quindi due persone si trovano a far fronte ai progetti, alle certificazioni, e sono perennemente in ritardo. Ora, un bambino non può aspettare, anche lì i genitori molto spesso si rivolgono al privato perché non sanno come assistere il figlio.

Sempre io mi ricolgo alla Regione, perché mi rendo conto che il dott. Casati la coperta ce l’ha, ma è molto corta, quindi, voglio dire, domani saremo in piazza a Latina per pubblicizzare i farmaci generici, sulla applicazione nazionale il farmaco generico decreta che a carico del cittadino non ci sono spese, nella Regione Lazio non è così, perché anche chi acquista il farmaco generico deve pagare non un ticket ma una quota a carico del cittadino, quindi siamo comunque sfortunati in questa Regione.

Tra le altre cose, per esempio, che riguardano le attrezzature, anche lì, gli acquisti vanno fatti, io ho un contenzioso aperto con il dott. Casati che riguarda la radioterapia, per cui nel 2014 sono stanziati 2.350.000 euro dalla Regione per l’acquisto in somma urgenza di una macchina per radioterapia, che ovviamente va a sostituire quella che è “morta”, che era a due …, perché alcuni tipi di tumore non possono essere curati con le … che stiamo e quindi anche qui avremo una bella … verso…, però il problema grosso qual è? Che io paziente che devo fare tre minuti di radioterapia mi devo sobbarcare come minimo, partendo da Latina, ma anche partendo da qui, perché Latina è uno dei pochi centri che ci sono, almeno 150 chilometri per tre minuti di terapia!

Ora, chi ha preceduto il dott. Casati ha fatto molto poco, perché se io ho i soldi a disposizione cerco di spenderli subito ovviamente. Adesso il mio progetto è, siccome non ci piace la macchina che l’azienda sta acquistando, di incatenarmi davanti al bunker della radioterapia, e chi vuole venire con me è benvenuto.

Quindi, voglio dire, la nostra sanità, poverina, è disgraziata, noi quotidianamente facciamo rilevazioni, facciamo monitoraggi, facciamo …, uno ogni due anni, quale sarebbe il massimo della nostra aspirazione? Collaborare con l’azienda e ridurre quelle che sono le manchevolezze, anche quelle che costano di meno, cominciamo a fare qualcosa, ma facciamo qualcosa. Grazie.

* Presidente regionale del Tribunale del malato

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *