Sanità: 37 medici in deroga nel Lazio, la risposta omeopatica di Zingaretti all’emergenza

Siamo alla “omeopatia” ospedaliera, Zingaretti esulta per 37 medici assunti in deroga in una regione da 6 milioni di abitanti. Sarebbe comico se in gioco non ci fossero la salute dei cittadini e la sopravvivenza stessa del servizio ospedaliero regionale. Dilettanti allo sbaraglio, amministratori senza amministrazione. Il presidente della Regione Nicola Zingaretti ha scelto di non vedere quello che sta accadendo negli ospedali delle province del Lazio. Ha scelto di non ascoltare l’urlo di dolore dei cittadini che si vedono privati della possibilità di accedere alle cure, partendo da quelle primarie. Dei 37 medici che saranno assunti a tempo indeterminato solo tre sono destinati alla Asl della provincia di Latina. È come cercare di spegnere un incendio con un bicchiere d’acqua. Mi viene la canzone di Modugno: “e siamo sempre tre, solo tre…”. Tre è meglio di niente, certo, ma è “solo” poco più di niente.
Nelle strutture della provincia di Latina mancano anestesisti, tecnici di laboratorio, infermieri, le sale operatorie sono bloccate. Ma evidentemente, e nonostante i nostri costanti appelli ad intervenire, Zingaretti preferisce far finta di nulla. Tra l’altro aspettiamo di conoscere in quali strutture i due medici pediatri e il medico destinato alla chirurgia d’accettazione e d’urgenza saranno collocati. Nella provincia di Latina, con l’avvicinarsi della stagione estiva se non si provvede ad inserire almeno 30 nuove unità lavorative non si potranno garantire neanche i livelli minimi di assistenza. Zingaretti ne destina 3, solo il 10% delle reali necessità. Resta quel buco che lui non vede del 90% di bisogni a cui, di questo passo, dubitiamo verrà mai data risposta.

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