Sanità, allarmanti i dati sul debito nel Lazio. Zingaretti chiarisca la situazione

Siamo allarmati per la gravissima emergenza che continua persistere nella sanità nel Lazio. Non ci sono segnali di miglioramento, ed anzi, peggiora il suo stato di salute. L’ultimo verbale del tavolo ministeriale di monitoraggio del piano di rientro del debito sanitario della Regione Lazio, quello del 15 aprile, ha evidenziato che il deficit per il 2013 si chiude con un nuovo disavanzo di circa 800 milioni che si sommano agli 11 miliardi e 569 milioni di debiti già accumulati. Il totale è di oltre 20 miliardi. E per anni, ai cittadini sono stati chiesti sacrifici su sacrifici in nome della necessità di recuperare quel gap. La Regione guidata da Zingaretti ha messo in campo una inversione di tendenza, peccato sia in negativo. Basta pensare all’aumento delle già altissime tasse, Irap ed Irpef. Alla scelta scandalosa di utilizzare l’extra gettito derivante dalla maggiorazione delle aliquote fiscali, pagate da lavoratori, pensionati e imprese di tutto il Lazio, per salvare l’Atac e i conti in rosso del Campidoglio. E se questi dati, riportati dal quotidiano Italia Oggi, rispondessero al vero, siamo sull’orlo del baratro. Per questo presenterò una interrogazione urgente per chiedere al presidente e commissario ad acta della sanità del Lazio, Nicola Zingaretti, se questi numeri corrispondano allo stato reale della sanità del Lazio, come si pensa di intervenire, se sia stato effettuato un bilancio dei risultati delle azioni messe in atto e quali siano le risultanze. Perché allo stato attuale, è evidente che gli interventi di questi mesi, che non abbiamo mai condiviso, si sarebbero rivelati non solo inconsistenti ma peggiorativi. La sanità del Lazio e delle province non può subire ulteriori tagli. Al contrario, è indispensabile una programmazione che punti a dotare le strutture dei medici necessari al loro funzionamento. Dotazione che non si può limitare, in una regione da 6 milioni di abitanti, ai 37 medici assunti in deroga dei quali meno del 10% va a soddisfare le richieste degli ospedali nelle province. La politica degli annunci non funziona. La nostra Regione deve uscire dal commissariamento e tornare all’amministrazione ordinaria di un settore fondamentale per la vita dei cittadini. Per farlo sono inutili e dannosi gli interventi a spot a cui abbiamo assistito sinora, sono dannosi i tagli dei reparti che continuano a minare i requisiti minimi di assistenza. Se l’inversione di marcia non ci sarà subito e non si recepiranno le istanze dei territori, delle associazioni, dei sindacati, che restano inascoltate , per la sanità del Lazio non ci saranno possibilità di riemergere da questo stato vegetativo.

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