Sanità: Ares 118, ennesimo pasticciaccio firmato Zingaretti

Il caos in cui è piombato il servizio di emergenza urgenza dell’Ares 118 nella provincia di Latina è solo l’ennesima dimostrazione di come la politica sanitaria messa in atto da Zingaretti sia inappropriata, approssimativa ed incapace di dare soluzione alle criticità esistenti. Il presidente della regione Lazio, con l’ultimo appalto sull’Ares 118, ha compiuto un nuovo capolavoro. Ha aggiunto emergenza ad emergenza. Non ha dato risposta alle esigenze dei cittadini. Non ha commisurato i servizi alle caratteristiche dei territori. Oggi il personale risulta avere cinque unità in meno al previsto. Non si effettuano le sostituzioni. E da una settimana gli infermieri sono diventati due per turno anziché tre. E questo per far fronte alle decine di chiamate che la centrale riceve, e a tutto il lavoro connesso, per le quali il personale addetto è costretto a fare un vero e proprio miracolo. Tutto questo, aggiunto alla contestuale, e non risolta nonostante le tante denunce effettuate, emergenza sovraffollamento dei pronto soccorso sta rendendo un colabrodo un servizio fondamentale per salvare la vita dei cittadini. E al caos si aggiungono i costi che lievitano a causa del ricorso ad ambulanze esterne per le quali servono 500 euro a uscita. Nei giorni scorsi ne sono state attivate anche tre contemporaneamente, vale a dire 1.500 euro in un giorno. Aggiungiamo il fatto che gli addetti non vengono pagati con regolarità e il disastro è servito. I risultati di questo disinteresse da parte di Zingaretti e della Regione Lazio sono già venuti alla luce. Dal 2013, con l’aggiudicazione della nuova gara d’appalto per il servizio di emergenza, le ambulanze con medico a bordo nella provincia di Latina sono state ridotte da 12 a 5. Numeri in contrasto con i parametri previsti dal regolamento ministeriale per una scelta fallimentare che sta producendo la riduzione inaccettabile della qualità delle prestazioni in emergenza, l’impossibilità di effettuare, vista l’assenza di un medico a bordo, i percorsi previsti dall’organizzazione delle reti assistenziali per i pazienti critici in emergenza sul territorio, a fronte di sbandierati risparmi che di fatto non si verificano. Con il nuovo bando di gara europeo Zingaretti aveva l’opportunità di colmare queste lacune. Invece, come al solito, ha applicato criteri numerici quale unico parametro con cui misurare l’importanza della vita delle persone. Stiamo predisponendo una interrogazione su quanto sta accadendo e Zingaretti si prepari a rispondere. Perché l’efficacia, la rapidità ed l’efficienza quando parliamo di sanità non sono un’aspirazione ma un dovere verso i cittadini e, soprattutto , non hanno prezzo.

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