Sanità: Ares 118, grazie a Zingaretti a rischio costante la vita dei cittadini

Efficacia, rapidità ed efficienza quando parliamo di sanità non sono un’aspirazione ma un dovere verso i cittadini. Ma anziché lavorare per impostare i servizi sanitari su questi elementi, il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, preferisce tagli del nastro e trionfalismi senza accorgersi che la riorganizzazione del servizio del  118, in combinato disposto con il sovraffollamento dei Pronto soccorso, è passata dall’emergenza alla tragedia. La notizia, diffusa da Il Messaggero di Latina, su quanto accaduto a Latina, dove un anziano ha perso la vita senza ricevere i dovuti soccorsi ha dell’inaudito. I fatti, fermo restando che non entriamo nel merito della situazione specifica, dimostrano, come abbiamo sempre sottolineato, che la riorganizzazione attuata non solo è fallimentare ma sta mettendo costantemente a rischio la vita dei cittadini che non possono contare sull’assistenza che meritano. Dal 2013, con l’aggiudicazione della nuova gara d’appalto per il servizio di emergenza, le ambulanze con medico a bordo nella provincia di Latina sono state ridotte da 12 a 5. Numeri in contrasto con i parametri previsti dal regolamento ministeriale per una scelta fallimentare che sta producendo la riduzione inaccettabile della qualità delle prestazioni in emergenza, l’impossibilità di effettuare, vista l’assenza di un medico a bordo, i percorsi previsti dall’organizzazione delle reti assistenziali per i pazienti critici in emergenza sul territorio, a fronte di sbandierati risparmi che di fatto non si verificano. Zingaretti continua a perseverare nell’errore di considerare tutti i territori allo stesso modo. Senza tener conto che il servizio di emergenza, ad esempio nella provincia di Latina, che ha una conformazione stretta e lunga, non può essere uguale a quello di Roma. L’assenza di un medico a bordo su tutte le ambulanze mette a rischio la vita del paziente visto che nessuno può intervenire per mettere in pratica le procedure e le cure da somministrare. Inoltre, come accaduto a Latina, qualora si verificasse un contrattempo ogni previsione di intervento viene a saltare. Con questo piano di (dis)organizzazione, che si basa su un calcolo meramente numerico, Zingaretti sta dimostrando che l’aspirazione di creare una nuova sanità capillare, flessibile, rapida ed efficiente, capace di rispondere alle esigenze e alle emergenze dei cittadini e dei territori, è rimasta sulla carta. E’ il caso, di fronte a quanto accaduto, che Zingaretti non si volti come al solito dall’altra parte ma che agisca per cambiare l’attuale assetto del servizio di emergenza riportando il medico su tutte le ambulanze e vigilando sulla drammatica situazione che vivono i tanti liberi professionisti, come l’infermiera di Fondi rimasta ferita sabato nell’incidente su via Epitaffio mentre stava lavorando, che rischiano la propria vita ogni giorno e non vengono neanche pagati.

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