Sanità: ausiliari della Asl di Latina condannati al precariato e all’incertezza. Zingaretti autorizzi nuova gara d’appalto

Ausiliari, dopo il 30 settembre 2018 per gli operatori che lavorano negli ospedali della provincia di Latina non resta che il buio assoluto. Questa è la situazione, insostenibile, a cui sono condannati da quasi un anno circa 200 ausiliari ex Coop. La Cascina confluiti nella Dussmann Service srl. L’ultimo bando per l’ausiliariato della Asl di Latina, infatti, già sottoposto a tagli e scorporo dei servizi come quello dei pasti con la conseguente riduzione di ore lavorative e dei compensi, è scaduto a dicembre 2017. Da allora i contratti sono stati prorogati di volta in volta, e per tempi brevissimi, senza che i lavoratori siano stati degnati di alcuna garanzia per il proprio futuro e quello delle proprie famiglie.

Una vicenda che deve essere chiarita e con rapidità. Non possiamo condannare i lavoratori all’oblio ma abbiamo il dovere, umano ed istituzionale, di fornire loro risposte immediate ed urgenti. In questo contesto mercoledì sarà discussa al question time in consiglio regionale l’interrogazione che ho presentato per conoscere, dal presidente Zingaretti e dall’assessore D’Amato, se e quando si intenda dare l’autorizzazione all’espletamento della gara d’appalto per i servizi di ausiliariato nelle strutture ospedaliere della Asl di Latina al fine di garantire ai lavoratori certezze sul proprio futuro e impedire l’interruzione di un pubblico servizio fondamentale sul piano assistenziale.

Dalle notizie in nostro possesso, infatti, la Asl di Latina ha già chiesto alla Regione Lazio l’autorizzazione ad indire apposita gara di appalto per i servizi di ausiliariato per assicurare che siano erogate prestazioni importanti, quali il supporto logistico per la gestione di attività di accompagnamento pazienti, trasporto farmaci, campioni biologici ed altre attività, negli ospedali della provincia di Latina la cui sospensione potrebbe comportare interruzione di pubblico servizio con gravi ripercussioni nella qualità assistenziale. Ma ancora nessuna risposta è stata fornita creando grande allarme tra gli operatori costretti a destreggiarsi tra incertezza e supposizioni.

I lavoratori sono prima di tutto persone con la propria dignità, con una professionalità e giuste ambizioni che non possono, e non devono, essere sottoposti come accade oggi a semplici criteri ragionieristici. Mi auguro che in aula questo nodo sarà sciolto e che Zingaretti e D’Amato comprendano l’importanza di dare risposte a chi ogni giorno, tra mille sacrifici e con grande professionalità, contribuisce ad assicurare assistenza e supporto ai pazienti.

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