Sanità, avviso pubblico per la procedura di stabilizzazione per 54 collaboratori professionali sanitari infermieri presso l’ASL di Latina

In esecuzione della Deliberazione n. 03 del 08/01/2019 è stato approvato il seguente Avviso pubblico riservato agli aventi diritto per l’eventuale copertura a tempo indeterminato, nel triennio 2018/2020, del seguente profilo (n. 54 posti complessivi da coprire e n. 54 dipendenti precari aventi titolo alla stabilizzazione) presso l’ASL di Latina per il profilo professionale di collaboratore professionale sanitario infermiere.

Requisiti specifici (come previsti dal comma 1 dell’art. 20 D.lgs. 75/2017): il candidato deve risultare in servizio successivamente alla data del 28/08/2015, con contratto di lavoro a tempo determinato nel profilo oggetto della procedura di stabilizzazione, presso l’amministrazione che procede all’indizione del bando; hanno titolo alla stabilizzazione solo i soggetti che non siano già titolari di altro contratto di lavoro di natura subordinata, a tempo indeterminato, presso altra pubblica amministrazione, con profilo e inquadramento uguale o superiore a quello oggetto della presente procedura di stabilizzazione.

Modalità di presentazione delle domande: tutti coloro, in possesso dei requisiti specifici previsti dall’art 20, comma 1, del D.lgs. n. 75/2017, in quanto dipendenti precari interessati alla presente procedura, in ogni caso ricogniti nell’Elenco Precari di cui alla Delibera n. 836 del 02/10/2018 e s.m.i., devono inviare la domanda di partecipazione (nel rispetto del relativo format Allegato A) alla seguente PEC aziendale stabilizzazioni@pec.ausl.latina.it, entro 15 giorni dalla pubblicazione del presente Avviso sul B.U.R.L.

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2 commenti
  1. Luigi
    Luigi dice:

    Buonasera Dott. Simeone. Ho una domanda da porle.
    Stando a quanto letto, un collaboratore sanitario che ha lavorato per l ASL di Latina per più di tre anni anche non continuativi, e che al momento dell emanazione del D. Lgs. 75/2017 si trovava con un contratto a tempo determinato, rientra nella stabilizzazione? O è necessario qualche altro requisito?

    Rispondi
    • Giuseppe Simeone
      Giuseppe Simeone dice:

      L’art. 20 del decreto legislativo n.75/2017 prevede due diverse strade verso il “posto fisso”: il primo comma prevede la procedura di stabilizzazione vera e propria con assunzione diretta a tempo indeterminato; il secondo comma, invece, procedure concorsuali speciali, con riserva di posti a favore dei precari storici. L’art. 20, comma 1, d.lgs. 75/2017 consente l’assunzione a tempo indeterminato del personale non dirigenziale, con contratto di lavoro a tempo determinato, che possegga tutti i seguenti requisiti:
      a) risulti in servizio, anche per un solo giorno, successivamente alla data del 28 agosto 2015, con contratto di lavoro a tempo determinato presso l’amministrazione che deve procedere all’assunzione. Al momento dell’avvio delle procedure di assunzione a tempo indeterminato il soggetto potrebbe non essere in servizio. In tal caso, precisa la circolare 3/2017, l’amministrazione, nel fissare i criteri per definire l’ordine di assunzione, dovrà priorità al personale che in servizio alla data di entrata in vigore del decreto (22 giugno 2017), in coerenza con l’effettivo fabbisogno definito nella programmazione.
      b) sia stato reclutato a tempo determinato con procedure concorsuali. A tal proposito, la circolare precisa che l’assunzione deve essere avvenuta con “una procedura concorsuale – ordinaria, per esami e/o titoli, ovvero anche prevista in una normativa di legge –in relazione alle medesime attività svolte e intese come mansioni dell’area o categoria professionale di appartenenza, procedura anche espletata da amministrazioni pubbliche diverse da quella che procede all’assunzione”;
      c) abbia maturato, al 31 dicembre 2017, alle dipendenze della stessa amministrazione che procede all’assunzione, almeno tre anni di servizio, anche non continuativi, negli ultimi otto anni. Secondo il Ministero, gli anni utili da conteggiare ricomprendono tutti i rapporti di lavoro prestato direttamente con l’amministrazione, anche con diverse tipologie di contratto flessibile, ma devono riguardare attività svolte o riconducibili alla medesima area o categoria professionale, che determina poi il riferimento per l’amministrazione dell’inquadramento da operare per il personale stabilizzato.
      L’articolo 20, comma 2, consente alle amministrazioni, per il triennio 2018-2020, di bandire procedure concorsuali riservate, in misura non inferiore al 50% dei posti disponibili, al personale non dirigenziale che possegga tutti i seguenti requisiti:
      a) risulti titolare, successivamente alla data del 28 agosto 2015, di un contratto di lavoro flessibile presso l’amministrazione che bandisce il concorso. L’ampiezza dell’ambito soggettivo di applicazione della norma, più esteso rispetto alla platea ammessa al reclutamento speciale di cui al comma 1, consente di ricomprendere nei concorsi riservati i titolari di varie tipologie di contratto flessibile, quali ad esempio le collaborazioni coordinate e continuative;
      b) abbia maturato, alla data del 31 dicembre 2017, almeno tre anni di contratto, anche non continuativi, negli ultimi otto anni, presso l’amministrazione che bandisce il concorso. La circolare chiarisce che in tale requisito di anzianità è possibile sommare periodi riferiti a contratti diversi, anche come tipologia di lavoro, purché riferiti alla medesima amministrazione e alla medesima attività.

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