Sanità, bimbo malato di Sma1 inviata nota urgente a Zingaretti perchè intervenga subito

La situazione del piccolo Matteo e della sua famiglia, costretta ad affrontare oltre al dramma della malattia anche quello della disorganizzazione ed impreparazione nell’ambito sanitario, a tutti i livelli, ha del vergognoso. Questa mattina, appena appreso della notizia ho fatto contattare la mamma del piccolo che con grande forza e dignità ha spiegato le difficoltà che stanno incontrando per vedere riconosciuto il diritto alla cura e alla vita per il proprio bambino affetto da una malattia gravissima e degenerativa. A questa famiglia e al piccolo Matteo va tutta la mia vicinanza umana e personale. Ma questo non basta. Le parole in questi casi sono superflue. Oggi quello che questa famiglia deve vedersi riconosciuto è il diritto ad avere tutti gli ausili e il supporto necessario affinchè il bimbo possa essere dimesso dall’ospedale in cui è ricoverato e ricevere a casa le cure necessarie. Per questa ragione ho scritto subito una lettera al presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti per comprendere quali siano gli ostacoli che impediscono al bambino di essere adeguatamente curato, sollecitando un suo intervento immediato e riservandomi tutte le iniziative necessarie, in caso di mancata e immediata risposta, affinchè il piccolo Matteo abbia tutto quello di cui ha bisogno. Non ci interessa che i problemi siano di natura burocratica, di spesa, di tagli o qualsiasi altra cosa. Perché di fronte a tutto questo, di fronte ad un bimbo affetto da Sma1, malattia genetica  che gli impedisce di camminare, mangiare e respirare in maniera autonoma, ci aspettiamo solo un atto di responsabilità politica ed amministrativa da chi oggi guida la Regione e la sanità nel Lazio e nella provincia di Latina. E’ inaccettabile che ci siano scarica barile tra la Asl e la Regione. Che nessuno si faccia avanti per risolvere nell’immediato questi problemi e che questa famiglia sia costretta a districarsi nel groviglio di incompetenza e di superficialità con cui si affronta la sanità in questa Regione e nel territorio pontino. Non dare risposte a Matteo, che non può ancora lasciare l’ospedale e tornare a casa perché privato degli ausili indispensabili a vivere, e alla sua famiglia sarebbe un atto gravissimo di inciviltà e di irresponsabilità umana ed istituzionale. Da cittadino sono indignato di fronte a tutto questo e non mi fermerò come rappresentante delle istituzioni finchè non arriveranno risposte concrete.

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