Sanità, Caporossi e Cordoni affondano anche la terapia intensiva del Goretti con l’avallo silenzioso di Zingaretti

Anno nuovo storia vecchia. Il direttore generale della Asl di Latina, Michele Caporossi, a braccetto con il direttore sanitario, Alfredo Cordoni, continua nella certosina opera di distruzione delle eccellenze che caratterizzano il Santa Maria Goretti di Latina. Ultima, ma solo in ordine di tempo, la decisione di depotenziare la terapia intensiva dividendo la Rianimazione dalla Anestesia. In un colpo solo sono riusciti, senza alcuna razionalità, a togliere medici alla Rianimazione per darli all’Anestesia. Hanno privato le specialistiche chirurgiche di riferimento quali la chirurgia vascolare, la neurochirurgia, la radiologia interventistica e l’ortopedia di un riferimento operativo. Hanno diminuito i posti letto, portandoli da 12 a 8, nonostante la media giornaliera dei pazienti ricoverati in reparto sia di 12 – 14 unità. Hanno di fatto depotenziato il servizio di emergenza – urgenza dell’ospedale di riferimento di tutta la provincia di Latina, che serve un’area estremamente vasta che va da Roma a Caserta. Il risultato è che il servizio non risponde a quanto stabilito dai criteri sui requisiti minimi assistenziali, che prevede una guardia rianimatoria h24 ogni 4 posti letto e che il personale è sottodimensionato rispetto al numero di pazienti ed ai turni che devono essere seguiti. Hanno complicato un servizio che negli anni ha dimostrato di funzionare alla perfezione come testimoniano i numeri. Basta pensare che, dal 2008 ad oggi, i ricoveri in terapia intensiva al Goretti sono stati in media 350 l’anno, a testimonianza del fatto che l’efficienza del reparto ha portato quasi a zero i trasferimenti verso gli ospedali romani rispondendo alle esigenze dei cittadini, evitando costi maggiori a carico della Asl di Latina e gestendo quello che poteva trasformarsi in un vero e proprio disagio sociale. L’eccellenza del sistema ha consentito inoltre in questi anni di effettuare ben 146 espianti di organi che, grazie alla tempestività dell’equipe, hanno salvato tantissime vite. Ma neanche questo è stato sufficiente per frenare l’opera di distruzione che Caporossi e Cordoni, con l’avallo silenzioso del presidente Zingaretti, stanno attuando. Un fallimento quello dell’organizzazione della Asl pontina certificata anche dalla bocciatura dell’atto aziendale avvenuta nelle ultime ore dove i rilievi mossi dal comitato tecnico della Regione Lazio puntano proprio sull’assurdità di un apparato burocratico degno di un Ministero a fronte di veri e propri buchi neri legati alla convenzione con l’università nonché al libro dei sogni del piano strategiche è scritto benissimo peccato che non abbia alcuna copertura economica per diventare realtà. Questa nuova organizzazione, inoltre, non risponde alla decisione di trasformare il Santa Maria Goretti di Latina in Dea di II livello. Come si pensa di rendere efficiente l’assistenza sanitaria in un ospedale deputato alle emergenze urgenze se si distruggono le eccellenze che lo caratterizzano? Perché continuano ad effettuare interventi deleteri proprio nei reparti che funzionano alla perfezione anziché dedicarsi alla risoluzione delle tante criticità che costellano la sanità nella provincia di Latina? In questo quadro le scelte di chi dovrebbe decidere per il bene comune si stanno trasformando in tragedie personali e collettive, stiamo uccidendo la sanità, la speranza e la fiducia di centinaia di professionisti e di una intera comunità. Preparerò una interrogazione urgente perché queste scelte rischiano di innescare una guerra tra poveri soprattutto in un servizio fondamentale come l’emergenza – urgenza in un ospedale come il Goretti che punta a diventare Dea di II livello ma ad oggi, solo sulla carta.

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