Sanità, Caporossi in audizione dovrà illuminarci sul miracolo del suo atto aziendale

Iniziano lunedì le audizioni dei direttori generali delle Asl del Lazio nella commissione regionale sanità. Giovedì 19 marzo alle 13, avremo finalmente la possibilità di ascoltare direttamente dalla voce del direttore generale della Asl di Latina, Michele Caporossi, le ragioni di scelte che erano e restano scellerate sul piano della qualità, della quantità e dell’efficienza dei servizi erogati dalla sanità pontina. Sarà questa la sede in cui Caporossi dovrà spiegarci perché ha relegato tutti gli interventi decisivi a sostegno dell’assistenza sanitaria pontina in un libro dei sogni che non uscirà mai dal cassetto. Dovrà dirci come ha sciolto i nodi sollevati dalla commissione regionale che ha esaminato l’atto aziendale rispedendolo al mittente. Dovrà illuminarci sull’assenza della convenzione con l’università e sui relativi costi che comporta. Dovrà indicarci il piano strategico che intende mettere in atto, con il supporto di Zingaretti, per rendere il Santa Maria Goretti di Latina Dea di II livello entro giugno 2015. E quindi con quale magia riuscirà in meno di tre mesi a decongestionare i pronto soccorso, a implementare il numero di posti letto, ad evitare che i pazienti stazionino giorni su barelle di fortuna nei corridoi ammassati come in una stalla.  Dovrà spiegare a quale finanza creativa intende ricorrere per realizzare progetti per i quali, come lui stesso ha ammesso nel piano strategico e nell’atto aziendale, non esiste copertura economica né tanto meno il personale adeguato. In questa sede, forse, comprenderemo come intende risolvere il problema di sale operatorie che lavorano a singhiozzo con interventi programmati e rimandati ed emergenze costantemente a rischio. E perché la Tac del Goretti, e la diagnostica per immagini funziona solo fino alle 14. Dovrà renderci edotti sulle ragioni per cui Caporossi ha stabilito una sola unità complessa di Anestesia e Rianimazione per tutta l’azienda declassando il servizio di rianimazione ed anestesia al Dono Svizzero di Formia che gestisce malati con patologie complesse e di lunga degenza nonché le assistenze intensive post – operatorie anche per i pazienti provenienti da Terracina e Fondi. Vogliamo comprendere se Caporossi si rende conto che in questo modo si rischia di paralizzare le sale operatorie e di non riuscire a coprire i turni lasciando scoperto un servizio fondamentale per tutto l’ospedale tra l’altro deputato proprio alle emergenze. Il direttore generale della Asl di Latina deve spiegarci perché ha soppresso l’unità oncologica a Terracina obbligando i pazienti a fare la spola tra Formia e Gaeta per la visita e la somministrazione delle cure. I cittadini di Fondi hanno il diritto di sapere perché vengono presi in giro con una ipotetica istituzione h24 del Pronto soccorso a supporto dei reparti di Ostetricia-Ginecologia e Pediatria quando non ci sono i servizi connessi quali cardiologia, radiologia, laboratorio analisi, chirurgia d’urgenza. Siamo entusiasti di questo appuntamento diretto con Caporossi perché dopo mesi in cui leggiamo e rileggiamo l’atto aziendale della Asl di Latina e il relativo piano strategico ci è sorto un dubbio. Forse siamo noi, i sindacati, i medici, gli infermieri, i tecnici e tutti i cittadini della provincia di Latina che non comprendiamo la bontà dell’organizzazione a firma di Caporossi e Zingaretti. E questa sarà la sede migliore per capire i misteri di questa alchimia. Perchè, per nostra incapacità, siamo abituati a leggere le cose di scienza, a constatare la realtà dei fatti, e non siamo attrezzati per la magia. Attendiamo fiduciosi Caporossi “miracol” a mostrare”.

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