Sanità, da Regione via libera e messa in sicurezza ospedali Latina, gli annunci doppiati del consigliere Forte

Per un istante ho pensato, anzi sperato, di vederci doppio. Ma è arrivata la conferma. Il consigliere regionale Enrico Forte deve avere la sindrome di Facebook ed ogni anno ci rammenta cosa è accaduto nello stesso periodo dodici mesi prima. Sindrome che non lo vede solo ma che ha colpito, sicuramente sulla scorta del furore legato alla campagna elettorale per il 2018, anche il suo leader Zingaretti. Oggi il consigliere Forte ha annunciato, in pompa magna, che “La Regione Lazio ha dato il via libera definitivo alla terza fase del Programma di edilizia sanitaria che prevede l’erogazione dei finanziamenti per interventi destinati alla provincia di Latina per un ammontare complessivo di oltre dieci milioni di euro. I finanziamenti, che rientrano nell’ambito del Programma straordinario di investimenti in sanità sono destinati alla Asl di Latina e mirati a quattro interventi vale a dire l’ammodernamento tecnologico dei presidi ospedalieri e territoriali; l’adeguamento, messa a norma e manutenzione straordinaria del Santa Maria Goretti; il nuovo assetto della rete perinatale e, infine, l’adeguamento e la messa a norma dei sistemi antincendio dei presidi aziendali”. Si tratta dello stesso identico annuncio diramato il 27 maggio 2016 dove quel “via libera” forse era preventivo. Stesse cifre, stesse modalità di espressione e stessi interventi. Ora, i casi sono due, o questa Regione è un replicante di se stessa o ad essere replicati sono, con costanza, le notizie di risultati eccellenti che non vengono, evidentemente, ottenuti. Se si dà la stessa notizia più volte significa che qualcosa non è andato e che, soprattutto, la Regione continua ad annunciare ma non a concretizzare. Questo, come abbiamo sempre sostenuto, è una Regione abile nei proclami, seriale negli annunci, replicante nei contenuti, coerente con la propria incapacità di fare. Forse si tratta di un rito collettivo nella speranza, crediamo delusa, di veder replicato anche quel consenso che li ha portati a governare la Regione Lazio. Una Regione se è costretta a citarsi addosso continua a mancare di azioni reali capaci di cambiare, e in meglio il volto non solo della sanità ma di tutto il Lazio.

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