Sanità: grazie a nostro ordine del giorno il consiglio regionale torna protagonista delle scelte nel settore

Il consiglio regionale del Lazio torna protagonista delle scelte in materia sanitaria della Regione Lazio. Questo, in estrema sintesi, il contenuto dell’ordine del giorno che ho presentato, ed è stato sottoscritto dai consiglieri di opposizione, ed approvato in aula durante il consiglio monotematico sulla sanità, con il quale si è impegnato il presidente Zingaretti a mettere in atto ogni azione necessaria per rispettare quanto previsto dalla normativa in materia di commissariamento, nonché dalle pronunce della Corte costituzionale e, da ultimo, dal Tar Calabria ridando, così, al consiglio regionale il ruolo istituzionale che gli compete anche in materia di tutela della salute. Con questo ordine del giorno, al cui rispetto richiameremo il presidente della Regione ogni qualvolta si parli della salute dei nostri cittadini, si ristabilisce un principio fondamentale sinora violato dal commissario Zingaretti. E cioè che l’unico organo, chiamato costituzionalmente a rappresentare e decidere in relazione alla programmazione sanitaria quando questa è legiferata, anche in fase di commissariamento, è il consiglio regionale. Agire diversamente significa, infatti, comprimere la volontà dei cittadini espressa attraverso la democrazia elettiva alla quale non è possibile sottrarre il potere di decidere dei propri diritti primo tra tutti quello alla salute. Il commissario ad acta non può sostituirsi, sic et sempliciter, al consiglio regionale. Gli atti finalizzati all’attuazione del piano di rientro, e dei programmi operativi, deve avvenire nel rispetto della normativa regionale con la conseguenza che, se il commissario ad acta si imbatte in una norma regionale di ostacolo all’attuazione del piano di rientro e dei programmi operativi non può di imperio rimuoverla o disattenderla ma deve chiedere al consiglio regionale di abrogarla o modificarla. Ragioni di opportunità politica e amministrativa imporrebbero, ed impongono, che da oggi, e fino al termine del commissariamento, gli atti del commissario ad acta, che riguardano scelte amministrative non espressamente previste dal piano di rientro e dai programmi operativi, rientrino nella piena disponibilità del consiglio regionale la cui potestà legislativa non può essere in alcun modo bypassata. Con questo ordine del giorno si ristabilisce equilibrio politico e condivisione delle scelte da cui come consiglieri, legittimamente eletti dal popolo, eravamo stati esclusi. Parlare di sanità oggi, infatti, non può tradursi nella semplice presa d’atto di decisioni assunte nelle lontane stanze del commissario ad acta ma significa ponderare, valutare e decidere nel rispetto delle reali esigenze dei cittadini di cui il consiglio regionale è il portatore.

 

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