Sanità, i cittadini soffrono oggi ma Zingaretti posticipa tutto ad un futuro remoto

Mentre il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, sbandiera il nuovo piano della riorganizzazione della rete ospedaliera il grado di percezione dei cittadini che vivono la sanità, o meglio la malasanità, è completamente diverso. Si tratta di un piano ricco di iniziative, peccato che siano tutte coniugate al futuro. Un piano dove si immagina tanto, che è bello da leggere, che sa farci sognare. Ma a noi piace coniugare i verbi al presente. Vogliamo, i cittadini lo vogliono, che la sanità migliori oggi, che i disagi siano ridotti oggi, che gli sprechi siano cancellati oggi. Non vogliono che le risposte siano posticipate ad un futuro remoto. Ed un esempio lampante, l’ennesimo,  della distanza tra gli intenti di Zingaretti e la realtà sta nel caso della signora, malata oncologica, che non è riuscita ad ottenere il trasferimento dall’ospedale Santa Maria Goretti all’Icot, dove risiede il reparto di Oncologia medica universitaria, per effettuare un accertamento. E tutto questo, quando si parla di sanità, è semplicemente inaccettabile. Mi domando se Zingaretti si accorga di quello che i nostri cittadini sono costretti a vivere sulla propria pelle. Cosa significhi stare accanto ai propri cari che soffrono senza riuscire a trovare qualcuno che sia in grado di risolvere i problemi, di natura logistica, che li affliggono aumentando il dolore che già li ha colpiti come singoli e come famiglia. E’ a questi cittadini che dobbiamo dare risposte. E nel piano di riorganizzazione della rete ospedaliera, che con attenzione stiamo leggendo e approfondendo, al momento ci sono, seppure in una bella forma, tantissime enunciazioni di principio. Ma non troviamo un solo numero. Abbiamo un cronoprogramma ma non ci è dato sapere quali siano le risorse, e dove si pensa di trovarle, per mettere in pratica i cambiamenti di cui si parla. Sappiamo che aumenteranno i posti letto ma non ci è dato sapere chi provvederà ad effettuare l’assistenza ai pazienti visto che medici, infermieri e tecnici non riescono già oggi a far fronte al carico di lavoro se non sacrificando turni, ferie e riposo. Apprezziamo lo sforzo ma quando si parla di sanità sono i fatti che segnano la differenza tra il mondo dei sogni e la vita reale. Quello che non troviamo nella riorganizzazione della rete ospedaliera è un atto di responsabilità e questo significa dire non solo “cosa” e “quando” intendiamo fare un progetto ma soprattutto “come” intendiamo realizzarlo oggi. Abbiamo l’impressione che Zingaretti continui a costruire castelli meravigliosi dimenticando però di gettare prima le fondamenta su cui dovranno reggere. La sanità nella provincia di Latina, e in tutto il Lazio, è come una lampadina fulminata da tempo senza che alcuno sia in grado di sostituirla. A noi piace leggere e sognare ma preferiamo fare.

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