Sanità, il consigliere Forte deve aver letto l’atto aziendale della Asl di Milano

Sono felice che il consigliere regionale del Pd, Enrico Forte, abbia trovato nell’atto aziendale della Asl di Latina le rassicurazioni e gli interventi che“garantiranno al nostro territorio un modello di assistenza efficace sull’intero territorio”. Anche se ho qualche dubbio che abbia letto un documento diverso da quello divulgato l’11 novembre. In quella che, di tutta evidenza, risulta essere una difesa d’ufficio non troviamo infatti alcuna rassicurazione in merito alle risorse, economiche e professionali, che nel concreto potranno rivoluzionare una sanità che oggi fa acqua da tutte le parti e che non trova in questo piano né una adeguata contestualizzazione né tanto meno una efficiente risposta. Senza personale, solo per fare alcuni esempi, come si pensa di dare la giusta assistenza in vista anche di un aumento dei posti letto? Cosa ne pensa il consigliere del Pd della diminuzione dell’offerta sanitaria nel presidio Centro? Cosa risponde in merito alla cancellazione di interi reparti come quello del centro di pneumologia o quello di riabilitazione di Gaeta, della UOSD di oncologia a Terracina, della soppressione di alcune UOC del Presidio Sud, soprattutto quelle di Cardiologia e del servizio di Anestesia e Rianimazione, dei servizi di specialistica come chirurgia vascolare endoscopia digestiva, di radiologia e oculistica a Formia? E ancora cosa risponde ai cittadini sul declassamento del Pronto soccorso del San Giovanni di Dio di Fondi? Gli interrogativi li solleviamo perché vogliamo delle risposte che il consigliere di maggioranza non fornisce nascondendosi dietro un manuale Cencelli che troviamo anche noi ma solo nell’aumento dei primariati e delle dirigenze a discapito dell’aumento del numero di medici, infermieri e tecnici senza i quali l’assistenza non esiste. La sanità è fatta di servizi e professionalità che sono stati penalizzati soprattutto nell’area sud della nostra provincia. Il coraggio di cui si parla non lo vogliamo vedere nel ricorso al passato, dove gli errori sono stati certamente compiuti, ma in un cambiamento che non può concretizzarsi solo nell’acquisto di una Tac e di un acceleratore lineare di ultima generazione. A cosa servono nuove strumentazioni se non c’è il personale per utilizzarli e le liste di attesa rimandano gli accertamenti all’anno del poi e al giorno del mai? Le nostre non sono nostalgie. Il nostro è un tentativo di dare voce ai cittadini che ogni giorno si scontrano con muri di inefficienze e di tagli. Muri che vogliamo abbattere senza connotazioni politiche o di bandiera ma facendo squadra in nome di quelle comunità che ci hanno eletti per rappresentare e risolvere i propri problemi nelle sedi più opportune. La difesa d’ufficio a cui abbiamo assistito sta nel gioco della politica ma non nel nostro modo di intendere l’azione dell’amministrazione regionale quando si parla della vita dei cittadini. Il coraggio non sta nel tenere lo sguardo fisso sullo specchietto retrovisore perché in questo modo si rischia di non vedere l’ostacolo che è in mezzo alla strada.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *