Sanità: il Pronto soccorso di Latina scoppia ma Zingaretti nel suo tour lo evita accuratamente

Il Pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria Goretti di Latina ieri alle 19 era sommerso di pazienti. C’erano ben 40 codici gialli e 25 codici verdi a cui si aggiungono le emergenze in codice rosso. C’erano persone stipate, molte anziane, su barelle di fortuna. I pochi spazi a disposizione interdetti alla piena operatività di medici ed infermieri che, come al solito, erano costretti a fare i salti mortali per raggiungere i pazienti. Situazione non eccezionale ma che è diventata la quotidianità dei Pronto soccorso dei nostri ospedali. Quotidianità che il presidente della Regione Lazio, impegnato nel suo tour nella provincia di Latina, ieri ha volutamente ignorato. Zingaretti ha preferito fare una carrellata di visite come si suol dire nei luoghi e nelle realtà patinate, allestite a festa e ritinteggiate di nuovo. Ha scelto di girare alla larga dai problemi reali che i nostri cittadini vivono, grazie al suo totale disinteresse per ben cinque anni, sulla propria pelle ogni momento. Si è dedicato in qualche intervista, senza contraddittorio ovviamente, in cui ha dichiarato per l’ennesima volta che la sanità del Lazio è in ripresa, è uscita dal commissariamento e che va tutto bene. E’ vergognoso continuare a speculare sulle spalle delle persone che soffrono e che si sentono private delle adeguate cure e assistenza, della dignità e di un posto letto. E’ paradossale che dopo tanti annunci Zingaretti non si renda conto che in provincia di Latina, come nel resto del Lazio, la rete assistenziale territoriale, quella che dovrebbe naturalmente drenare i codici bianchi e verdi, non esiste e se esiste non funziona. Perché il presidente della Regione, se è così forte delle sue posizioni, ieri non è andato a fare un giro per i nostri ospedali. Perché non ha auto il coraggio di guardare le persone e i loro familiari in attesa e dirgli che questa è la sanità di eccellenza a cui lui e tutto il centrosinistra hanno condannato la provincia di Latina e il Lazio. La riposta è semplice. Perché non sente alcuna responsabilità verso le comunità che rappresenta. Perché di fronte a questa situazione dovrebbe ammettere il suo totale fallimento. Perché avrebbe dovuto avere l’umiltà di dichiarare davanti a chi soffre che per cinque lunghissimi anni le sue sono state solo parole al vento. Questa regione, la provincia di Latina, i cittadini hanno bisogno di altro. Meritano risposte e soluzioni che passano per una visione completa dei servizi da erogare, per il reale potenziamento degli organici, per interventi strutturali in grado di aumentare la dotazione di posti letto dei Pronto soccorso e degli ospedali. Una sanità migliore è possibile basta non voltarsi dall’altra parte. Non è negando l’evidenza che si migliora la vita delle persone.

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