Sanità: la Asl di Latina chiede quattro cardiologi, Zingaretti ne concede solo tre e gli ospedali vengono depotenziati

Tre cardiologi in arrivo nelle strutture ospedaliere della provincia di Latina. Una notizia anticipata qualche giorno fa accompagnata da squilli di tromba e dai soliti auto incensamenti. Il risultato è che oggi sul Bollettino ufficiale della Regione Lazio, è stato pubblicato il tanto decantato decreto. Non essendo abituato a lasciarmi andare a facili entusiasmi ho letto attentamente quanto contenuto nell’atto a firma di Zingaretti e, come al solito, la realtà è ben diversa dagli annunci che l’hanno preceduta. Intanto la Asl di Latina aveva fatto richiesta di 4 cardiologi e ne ha ottenuti solo tre. Due cardiologi, stando quanto riportato nel decreto sono stati considerati dalla Asl di Latina fondamentali “per assicurare la gestione dei turni in modalità h24, l’assistenza al punto nascita e al complesso delle attività del presidio ospedaliero San Giovanni di Dio di Fondi, sede di pronto soccorso, di primo livello della rete perinatale, nonché “spoke” per la rete emergenza pediatrica”. Altri due cardiologi, indispensabili“per assicurare il servizio di emodinamica dell’ospedale Dono Svizzero di Formia”. La Asl di Latina aveva richiesto due cardiologi per garantire i livelli minimi assistenziali per i servizi dell’ospedale di Fondi e due cardiologi per garantire l’operatività dell’emodinamica di Formia. Zingaretti ne ha concessi solo tre. E siamo curiosi di sapere quale dei due ospedali ora sarà operativo a metà offrendo servizi e assistenza a giorni alterni. Zingaretti e la sua maggioranza, ancora una volta, si sono sottratti al ruolo a cui sono chiamati. Non hanno scelto, non  hanno selezionato le priorità e non hanno risolto nulla. Con tre cardiologi non hanno risposto né alle esigenze dell’ospedale di Formia né alle carenze dell’ospedale di Fondi. Da Zingaretti ci aspettavamo che, preso atto della impossibilità di rispondere alle esigenze avanzate dalla Asl di Latina tra l’altro non per eccesso ma certamente per difetto, avesse optato per rafforzare almeno uno dei due ospedali. Così non è stato e siamo costretti a prendere atto che, con ogni probabilità, l’emodinamica di Formia non sarà operativa h24 così come assicurato solo un mese fa e che l’ospedale di Fondi continuerà ad essere un malato terminale. I fatti, che costellano anche la stampa in questi giorni, confermano quanto sosteniamo da sempre, che Zingaretti rispetto alle esigenze dei cittadini e delle strutture sanitarie delle province si limita a voltarsi dall’altra parte. Nella provincia di Latina i pazienti, tra l’altro senza che sia effettuata alcuna distinzione sono stipati anche nelle sale di terapia intensiva. Al Santa Maria Goretti il pronto soccorso è in costante e crescente emergenza. Al San Giovanni di Dio di Fondi, a causa della carenza di personale, rischiano di essere chiusi i reparti di chirurgia e ginecologia paralizzando di fatto l’ospedale visto che il pronto soccorso sarà privato dei servizi di supporto. Siamo a ridosso della stagione estiva e, come accaduto lo scorso anno, per dare ai medici e agli infermieri la possibilità di andare in ferie si torna a chiudere i reparti, ad accorparne altri. Il tutto con una popolazione che arriverà a circa un milione di abitanti che si riverseranno sul litorale, e quindi nell’area del sud pontino, a cui di fatto non sarà garantita la giusta assistenza. E con la naturale conseguenza che tutti i pazienti si riverseranno nell’ospedale di Latina già incapace di far fronte all’ordinario. Risultato: abbiamo fatto dieci passi indietro anziché uno solo avanti. Riuscire a smentirsi da soli è cosa eccezionale e Zingaretti e la sua maggioranza sono maestri in questo.

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