Sanità: liste di attesa, la soluzione si posticipa di un altro anno. Zingaretti dia un ultimatum a se stesso

Entro il 2019 le liste di attesa saranno abbattute. Chi non abbatterà le liste di attesa entro un anno andrà a casa. Queste le parole del presidente Zingaretti a margine dell’incontro con i direttori generali delle Asl del Lazio dal quale emergono tre elementi che non si possono certo definire entusiasmanti. Il primo sta nel fatto che la soluzione allo strutturale problema delle liste di attesa è stato rinviato, come accaduto nel corso di tutta la passata legislatura targata Zingaretti, di un altro anno. Il secondo sta nel fatto che siamo ancora fermi a piani di riduzione delle liste di attesa che già non hanno prodotto un solo passo avanti in termini di miglioramento dell’erogazione delle prestazioni richieste dai cittadini. Il terzo evidenzia il fatto che Zingaretti continua a giuocare sullo scarica barile addossando solo ai direttori generali delle Asl ogni responsabilità sulla mancata riduzione delle liste di attesa. Tradotto siamo fermi all’anno zero. I direttori generali, che hanno le loro responsabilità nel mancato miglioramento dei servizi sanitari nei territori di competenza, se non hanno strumenti e risorse, economiche, tecnologiche, umane e di pianificazione non possono fare miracoli. L’ultimatum di un anno Zingaretti dovrebbe rivolgerlo a se stesso. Perché se il presidente non ha ancora colto che il problema primario sta nell’inconsistenza stessa dei sui piani, ben tre, per la riduzione delle liste di attesa i risultati sperati non ci saranno mai. Per parlare di obiettivi da raggiungere. Per riuscire a dare risposte concrete ai cittadini si deve rivedere completamente la politica sinora messa in atto. Si deve eliminare, come sosteniamo da sempre, il tempario regionale che non migliora i tempi né i servizi avendo quale unico risultato quello di peggiorare il rapporto medico paziente ridotto ad un numero. Parlare di umanizzazione della sanità significa porre il cittadino al centro di un sistema in cui non si deve e non si può continuare ad attuare il modello dell’elefante che si muove in una cristalleria. Zingaretti deve prendere in mano, con responsabilità ed idee chiare, tutto il sistema sanità del Lazio procedendo all’adeguamento dei Pronto soccorso, alla creazione di un reale sistema territoriale di connessione tra gli erogatori di servizi esistenti. Altrimenti avere maggiori risorse e personale non si tradurrà mai in efficientamento del servizio a vantaggio del cittadini. E la stessa, sospirata, uscita al commissariamento si tradurrà in un nuovo percorso ad ostacoli su un terreno che è privo di qualsiasi stabilità programmatoria.

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