Sanità: nuovi Lea, pacco, doppio pacco e contropaccotto a danno di anziani e fasce deboli

Cataratta, ernia inguinale e calcoli, con i nuovi Lea (Livelli essenziali di assistenza) diventeranno a pagamento. La piattaforma dell’offerta del sistema sanitario nazionale si amplia. Nuove prestazioni entrano a far parte del cosiddetto paniere gratuito e ne siamo tutti più che soddisfatti. Ma, perché oltre gli slogan e le belle parole, c’è sempre un “ma” che si aggira nelle rivoluzioni targate Renzi – Zingaretti, altre sino ad oggi gratuite saranno declassate. In generale il provvedimento comporta un costo per i cittadini che la Cgil ha calcolato in 60 milioni di euro di nuovi ticket. 20 milioni di euro arriveranno, dallo spostamento di alcune prestazioni dal Day surgery, cioè dalla chirurgia che non richiede un ricovero né il pagamento del ticket, al regime ambulatoriale che richiede il pagamento del ticket. La lista degli interventi ad alto rischio di ticket, contenuta in un allegato del decreto, va dalla cataratta, al tunnel carpale e tarsiale, dalla ricostruzione della palpebra agli interventi sul cristallino, dall’artroscopia e da alcuni interventi di artroplastica alla riparazione di dito a martello-artiglio, per arrivare all’amputazione e disarticolazione delle dita della mano, del pollice e delle dita del piede. E nella black list troviamo anche interventi per chi ha i calcoli con la «litotripsia extracorporea del rene, uretere con cateterismo ureterale», la riparazione monolaterale di ernia inguinale, femorale e ombelicale, diretta o indiretta con o senza innesto di protesi. Si tratta di operazioni complesse, che richiedono l’anestesia, esami e controlli pre e post intervento, medicazioni e rimozione di punti. Si tratta di prestazioni che, spesso, sono effettuate su persone anziane che si troveranno non solo a dover pagare per una prestazione sinora gratuita ma anche senza la sicurezza che l’ambiente ospedaliero fornisce. Ancora una volta ci troviamo di fronte a tante parole. Ad un ministro come la Lorenzin che continua ad illustrare il lato positivo dell’aggiornamento dei Lea  senza contrare che rischia di essere l’ennesimo libro dei sogni che non troverà attuazione nella realtà. E Zingaretti? Tace. Eppure dovrebbe avere il coraggio di dire ai cittadini del Lazio che così come sono stati pensati i nuovi Lea rischiano di gravare solo sulle loro tasche in nome del taglio dei costi che si traduce di fatto in un taglio della speranza e dei servizi. Dovrebbe dire ai cittadini che i nuovi Lea prevedono un aumento della compartecipazione a loro carico di svariati milioni di euro, con maggiore incidenza nelle regioni in piano di rientro come il Lazio, dove la garanzia dei livelli assistenziali è già ridotta al lumicino e dove le tasse sono più alte che nel resto d’Italia. Oggi, come ben sottolinea la Cgil, il cerino passa nelle mani delle Regioni a cui spetta il compito di decidere, in base al piano del governo che segnala ai governatori le “prestazioni ad alto rischio di non appropriatezza in regime di day surgery, trasferibili in regime ambulatoriale”. Ci auguriamo che di fronte a queste scelte Zingaretti non continui a sacrificare sull’altare dei costi le esigenze dei nostri cittadini. Nessuno in linea di principio è contrario ai nuovi Lea e su questo non ci siano fraintendimenti. Ma il metodo che viene applicato per definirli ed attuarli ci sembra essere esclusivamente ragionieristico e privo di qualsiasi contatto con la realtà che i cittadini vivono sulla loro pelle. Chiedere ad un anziano, che vive di pensione spesso non sufficiente ad arrivare a fine mese, chiedere ai nostri cittadini che rinunciano alle cure perché non hanno i soldi per accedervi, di pagare anche per una cataratta o un’ernia inguinale ci sembra quantomeno fuori luogo e l’ennesima penalizzazione di chi abbiamo il dovere di tutelare.

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