Sanità: pagamento ticket per prestazioni sanitarie, flop di Zingaretti a tutti i livelli

La politica sanitaria del presidente Zingaretti continua ad essere un vaso di Pandora per i disservizi forniti. Lo scandalo cartelle pazze che sta costringendo i cittadini a file interminabili agli sportelli della Regione per chiedere chiarimenti, con uffici impreparati a fornire rapidi chiarimenti e a gestire un tale flusso di utenti, dimostra per l’ennesima volta la disorganizzazione che impera in questa amministrazione dove alle risposte si sostituiscono solo l’aumento dei problemi. E come se non bastasse si aggiungono sempre nuovi, sconcertanti, elementi che in ambito sanitario gravano solo sulle spalle degli utenti. E’ il caso del tanto sbandierato protocollo di intesa tra la Regione Lazio Confservizi, Federfarma e Farmacap firmato esattamente a novembre 2013. La novità più importante di quella intesa stava nel fatto che, a partire dai primi mesi del 2014, i cittadini avrebbero potuto prenotare una visita e pagare il ticket in tutte le farmacie private e pubbliche operanti nel Lazio. Il tutto senza costi a carico degli utenti. “Quella che parte oggi – aveva dichiarato allora Zingaretti – è una rivoluzione positiva nei confronti del cittadino-utente-paziente e rappresenta un tassello dell’evoluzione che anche nel Lazio va nella direzione di un netto miglioramento dei servizi. Le farmacie diventano dei veri e propri terminali Cup diffusi in tutti i quartieri della città”. Una opportunità sponsorizzata anche dagli operatori Cup che, spesso oberati, suggeriscono ai cittadini di rivolgersi alle farmacie o alle ricevitorie Sisal per effettuare i pagamenti del ticket. Lo stesso direttore generale della Asl di Latina rispondendo ad una nostra nota nella quale sollevavamo il problema della riduzione dell’operatività del Poliambulatorio di Borgo Sabotino, ad aprile di quest’anno, ci aveva detto che le farmacie di Latina già effettuavano tale servizio e che c’era un impegno ad estenderlo alle analisi di laboratorio. Abbiamo sperimentato questa soluzione nella provincia di Latina ed il risultato è stato disastroso. Il codice per il pagamento del ticket, apposto sul retro del foglio di prenotazione, non era leggibile in ben tre ricevitorie Sisal della città. E le quattro farmacie in cui ci si è recati non sapevano neanche di cosa si stesse parlando. Risultato si è dovuto tornare al Cup per effettuare il pagamento. Abbiamo quindi provato a cercare l’elenco delle farmacie sul sito di riferimento regionale ma nessun dato è disponibile. Inoltre, nelle farmacie non è possibile comunque prenotare esami urgenti e senza interventi concreti per abbattere le liste di attesa si resta fermi all’anno zero. Il risultato è come al solito il caos con i cittadini costretti a fare la spola da una parte all’altra della città per pagare il ticket alla ricerca di una “cassa perduta”. In questo modo Zingaretti continua a vendere fumo ai cittadini senza neanche porsi il problema di vigilare se le iniziative che intraprende stiano portando i risultati sperati, se ci siano stati dei miglioramenti concreti sul fronte dell’efficacia e dell’efficienza dei sistemi messi in atto, se le farmacie abbiano aderito a questo progetto, quante siano e quali siano le ragioni di un eventuale diniego in merito. Continuare a viaggiare sull’onda dell’approssimazione non serve a nessuno tantomeno a chi continua a pagare un prezzo sempre più alto per l’inerzia e la superficialità con cui si opera in questo settore fondamentale per la vita delle persone.

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