Sanità: per risolvere emergenza liste di attesa l’unico a doversi rimboccare le maniche è Zingaretti

A forza di aprire fasi nuove il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, dimentica di chiudere quelle “vecchie”. E’ la centesima volta che Zingaretti annuncia rivoluzioni e stravolgimenti nel settore della sanità. Ed ora, con l’occasione della presentazione del Patto per il Lazio e dei piani operativi per il prossimo triennio, ecco che si lascia andare alla solita litania. Le liste di attesa, con due piani straordinari per la riduzione delle tempistiche,  gli annunci che si sono susseguiti sulla loro immediata cancellazione esattamente nel 2013, nel 2014, nel 2015, ed oggi, dovevano essere problema già archiviato. Invece non solo non si sono ridotte ma si sono addirittura allungate per prestazioni cardine, soprattutto nell’ambito della prevenzione, quali la diagnostica per immagini, le visite cardiologiche e l’ecocolordoppler solo per fare alcuni esempi. In queste ore, per aggiungere al danno la beffa, i nostri cittadini si devono anche sentir dire da Zingaretti che è assurdo che a pagamento le stesse prestazioni si possano ottenere in meno di 48 ore. Ma va? verrebbe da dire. Di fronte a queste dichiarazioni, i casi sono due, il presidente o ci fa o ci è come si dice in gergo. E il sospetto che sia entrambe le cose diventa sempre più tangibile. Vale lo stesso discorso per le Case della salute il cui ruolo nell’offerta sanitaria non si sa ancora quali risultati abbia prodotto. E per le quali, vedi la prima Casa della Salute aperta a Sezze, l’unica certezza è che la fretta con cui è stata aperta ha fatto nell’arco di pochi mesi crollare il tetto mettendo a rischio la vita degli operatori, dei medici e dei pazienti. Programmare, individuare le priorità ed attuarle, come hanno fatto altre Regioni nelle stesse condizioni del Lazio, nell’ambito e nei limiti di quanto previsto dal piano di rientro non dovrebbe essere una eccezione ma la normalità per chi ha l’onore e l’onere di governare. Le maniche, per primo, e per richiamare una frase dello stesso Zingaretti, deve rimboccarsele lui prendendo atto dei fallimenti passati e trovando soluzioni concrete magari prendendo atto di tutti gli spunti e le proposte che, come opposizione, gli abbiamo fornito e che ha preferito far cadere nel nulla. Oggi i risultati che si compiono nella sanità del Lazio, e della provincia di Latina, hanno un solo protagonista che sono i medici, gli infermieri ed i tecnici che in assenza di interventi rapidi e di programmazione seria non si sono solo rimboccati le maniche ma stanno letteralmente facendo i salti mortali per dare adeguata assistenza ai pazienti. Caro presidente qui il problema non è la pagina buia ma un’intera biblioteca di pagine bianche che compongono le azioni di questa amministrazione.

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