Sanità: Pronto soccorso in panne, liste di attesa in codice rosso e Zingaretti getta numeri al vento

L’efficienza, la qualità e le svolte storiche del presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti sono perfettamente contenute in poco più di 2 minuti di servizio, realizzato da Striscia la Notizia, sulla drammatica situazione in cui versa il pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria Goretti. Due minuti e mezzo in cui è rappresentata la realtà, comune a tutte le strutture sanitarie del Lazio, che vivono cittadini, pazienti e personale impiegato nei reparti dei nostri ospedali alle prese con spazi ridotti ed inadeguati per il flusso dei pazienti. Costretti ogni giorno a combattere con un percorso ad ostacoli fatto di barelle, letti di fortuna e stanze in cui i pazienti sono collocati come neanche fossero pezzi del Tetris. E la disperazione, la desolazione e la privazione della dignità di chi già sta combattendo con la malattia fanno da cornice drammatica a questa emergenza strutturale. Una inadeguatezza ben sottolineata dal primario del Pronto soccorso di Latina, Mario Mellacina che ha detto che “è inaccettabile che un paziente prima di poter essere ricoverato debba attendere tanto tempo e in stanze che anziché gli otto posti letto previsti ne accoglie di media il doppio con una promiscuità e una mancanza della privacy  che incidono negativamente sulla qualità  del servizio”. Non sappiamo se Zingaretti abbia visto il servizio di Striscia la Notizia o abbia preferito cambiare canale pur di non scontrarsi con una realtà che solo lui continua a non vedere. Ma ci auguriamo che qualcuno abbia avuto cura di costringerlo a guardare queste immagini che rendono alla perfezione quale sia la realtà, quella di una sanità malata nel profondo e per la quale la cura non possono essere gli annunci. Gli stessi annunci che Zingaretti contraddice negli atti che lui stesso firma. Non ultimo quello riguardante il nuovo piano di riorganizzazione, riqualificazione e sviluppo del servizio sanitario regionale. Un piano che tra le tante discrepanze che contiene mette nero su bianco l’approssimazione, l’imprecisione e la superficialità con cui chi oggi governa questa Regione affronta situazioni che ledono il diritto alla cura dei nostri cittadini. Sulle liste di attesa Zingaretti nel nuovo piano di riorganizzazione assume un impegno ben preciso che consiste nell’adozione di un nuovo piano regionale di governo delle liste di attesa. Piano di cui al momento non vi è traccia. Il tutto a fronte della fallimentare politica attuata, dal 2013 ad oggi, per il contenimento delle liste di attesa che anziché essere ridotte si sono allungate. A dimostrarlo il fatto che per effettuare esami diagnostici, dalla Tac ad un ecocolordoppler, per arrivare sino alle visite specialistiche di otorino, oculistica, ortopedia e cardiologia i tempi che sforano spesso l’anno di attesa. Se questa è la sanità che cambia passo di Zingaretti che, dopo tre piani sulle liste di attesa, non è ancora riuscito a ridurre anche di un solo giorno tempistiche da terzo mondo è meglio che stia fermo perché un altro passo e il baratro è definitivo. Oggi, infatti, quello che si sta mettendo in lista di attesa non sono solo le prestazioni ma la sanità, le sue emergenze, le condizioni di lavoro del personale e, soprattutto, il diritto dei cittadini a ricevere risposte immediate a tutela della loro salute.

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