Sanità: rete pontina per l’infarto, Zingaretti investa nell’eccellenza non la distrugga

La rete pontina per l’infarto è una eccellenza, indispensabile per salvare la vita dei pazienti, e come tale deve essere valorizzata. Senza un impegno serio rischia di essere un patrimonio sperperato per incapacità politica ed organizzativa della Regione. Negli ultimi giorni un uomo di 65 anni ha rischiato la vita perché, nella provincia di Latina, non tutte le ambulanze sono dotate del servizio di telemedicina e teletrasmissione. Per questa ragione, perché i cittadini non possono rischiare la vita a causa della indifferenza della Regione Lazio e della Asl di Latina, ho presentato una interrogazione urgente a risposta immediata per sapere dal commissario ad acta per la sanità nel Lazio, Nicola Zingaretti, se è a conoscenza del disservizio che si è venuto a creare a causa della mancanza del sistema di telemedicina e di teletrasmissione su tutte le ambulanze in servizio nella provincia di Latina; se intende, come evidenziato nel piano di riorganizzazione della rete ospedaliera, concretizzare il progetto di esportare il modello della rete pontina per l’infarto miocardico in tutte le strutture ospedaliere del Lazio visto che ad oggi non rileviamo alcun investimento o atto per la sua realizzazione; se è a conoscenza del fatto che delle ambulanze operative nella provincia di Latina alcune sono prive del sistema di telemedicina e di teletrasmissione, alcune ne sono sprovviste perché gli apparati di trasmissione sono in riparazione o in manutenzione, alcune risultano non compatibili con il sistema e quali azioni immediate intenda mettere in atto per colmare questo disservizio. E per conoscere quali azioni e quali investimenti intende mettere in atto per valorizzare concretamente la rete pontina per l’infarto garantendo su tutte le ambulanze un servizio efficiente ed operativo al fine di non mettere a rischio la vita dei pazienti. La rete pontina per l’infarto miocardico acuto è il fiore all’occhiello della sanità in provincia di Latina e nel Lazio. In Italia questo servizio è attivo solo in 20 province, tra cui quella di Latina. Il progetto è nato da un protocollo di intesa firmato dalla Provincia di Latina, che ha stanziato circa 350mila euro, dall’Ares 118 e dalla Asl. Tale sistema consente di trasmettere l’elettrocardiogramma sulla stazione ricevente situata nella unità coronarica del Santa Maria Goretti di Latina rispettando la cosiddetta “golden hour”, l’ ora d’ oro per intervenire come dicono gli anglosassoni per evitare il decesso. La rete per l’infarto miocardico operativa presso il Santa Maria Goretti di Latina è al primo posto nel Lazio per numero di interventi effettuati con successo ed è tra i primi 5 centri in Italia su ben 250 laboratori di emodinamica. La rete garantisce di effettuare diagnosi precocissime e, in caso di conferma dell’infarto, di portare il paziente direttamente in sala operatoria senza passare per il Pronto soccorso. I numeri dimostrano che questo sistema non solo è all’avanguardia ma ha salvato tantissime vite anche grazie alla disponibilità e professionalità dei medici che operano in questo settore. Senza una scelta seria da parte della Regione Lazio e della Asl di Latina questo servizio cresciuto negli anni e nella solidarietà professionale e civile rischia di essere demolito. Mi auguro che Zingaretti si renda conto di quello che accade oltre le mura del suo ufficio e che decida concretamente di essere consequenziale, almeno una volta, con quanto ha sostenuto sinora risolvendo le criticità del sistema e investendo per valorizzare la rete pontina per l’infarto.

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