Sanità, se Zingaretti non smette di immaginare siamo pronti a mettere le tende sotto la Regione

Quando ho avuto modo di leggere il decreto del presidente Zingaretti sul riordino della rete ospedaliera ero convinto che finalmente stavamo entrando nel mondo reale, che avevamo smesso di immaginare. Ho letto del miglioramento della centrale dell’Ares 118, della definizione della rete dei Dea di II livello a Roma e nelle province. Ho pensato che una buona risposta ai problemi dei cittadini fosse arrivata. Purtroppo però ho dovuto prendere atto del fatto che il presidente si è limitato a mettere a punto un compito da 10 e lode rappresentando alla perfezione come la sanità dovrebbe essere. Ma è uscito fuori tema. Non è entrato nel merito. Non risolve i nodi che affliggono la sanità nei territori e non contrasta la percezione negativa, dei cittadini rispetto alla qualità, entità ed efficienza dei servizi erogati. Per fare alcuni esempi non si risolvono i nodi legati al rapporto con l’università che deve essere una risorsa ma di fatto non lo è perchè nella convenzione non sono specificati il budget e le prestazioni. Basti pensare che solo nel 2014 il budget previsto per l’università rischia di essere quasi raddoppiato. Se non risolviamo i problemi a monte siamo all’aria fritta. Il Dea di II livello nel piano di riordino della rete ospedaliera è indicato, peccato che non si possa fare perché non c’è personale e non ci sono le strutture. Non ci sono le risorse né per gli interventi di implementazione della pianta organica nè tanto meno per la ristrutturazione e l’adeguamento edilizio. Dietro un Dea di II livello che non si farà mai sono state cancellate le eccellenze e quei reparti che nella realtà garantivano una assistenza territoriale tangibile e vicina ai cittadini che costringeremo a veri e propri viaggi della speranza. Per non parlare delle Case della salute che dovevano essere il filtro per evitare il sovraffollamento dei pronto soccorso. In provincia di Latina ne è partita una, quella di Sezze, per le altre, tra cui Gaeta, siamo avvolti nella nebbia più totale. Zingaretti continua ad immaginare, di questo passo per noi sarebbe meglio continuare a dormire perché svegliarsi significherebbe trovarsi in un incubo senza fine. Lo stesso che i cittadini ingiustamente vivono nelle loro case, sulla pelle dei loro cari. Proprio perché non stiamo dormendo siamo pronti a mettere le tende sotto la Regione Lazio, siamo determinati a guidare una battaglia ad oltranza finchè Zingaretti non risponderà con concretezza alle esigenze dei cittadini, finchè non ci risponderà, finchè non smetterà di fare i compitini e comincerà seriamente ad amministrare e a rendere la sanità un servizio a misura di cittadini e non solo a misura della loro delusione.

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