Sanità: valutazione direttore generale Asl Latina, attendiamo fiduciosi l’esito in punta di diritto

La nomina dei componenti del gruppo di lavoro per la valutazione e la verifica dei risultati aziendali conseguiti dai Direttori Generali delle Aziende Sanitarie del Lazio apre una fase importantissima per il futuro della sanità in tutti i territori. In questi mesi abbiamo seguito con massima attenzione il lavoro svolto dai direttori generali, ed in particolar modo quello della Asl di Latina, Michele Caporossi. Abbiamo sollevato numerose eccezioni, confermate dai fatti, sugli effetti ottenuti dal suo operato in termini di miglioramento, efficienza e qualità, dei servizi. E, purtroppo, siamo stati costretti a constatare, che in diciotto mesi la situazione è tutt’altro che migliorata. I nodi della sanità nella provincia di Latina sono rimasti irrisolti. Le prestazioni hanno subito un duro colpo di arresto. I primari sono esasperati. Intere eccellenze sono state indebolite o cancellate. E, soprattutto, gli impegni assunti nell’atto aziendale e nel relativo piano strategico puntualmente disattesi come dimostra, per fare solo alcuni esempi, la mancata realizzazione del Dea di II livello al Goretti di Latina, la situazione delle liste di attesa, l’incapacità di organizzazione di una valida rete assistenziale sul territorio, il depotenziamento degli ospedali. In questo contesto abbiamo deciso di verificare con attenzione i parametri, e la normativa vigente (D. Lgs. 502/1992 concernente “Riordino della disciplina in materia sanitaria, a norma dell’art. 1 della legge 23 ottobre 1992, n. 421 e successive modificazioni”), in base a cui le valutazioni dovranno essere effettuate. Dopo una attenta lettura degli atti abbiamo inviato una nota, a tutti i componenti del gruppo di lavoro ed ai componenti della commissione sanità del consiglio regionale del Lazio, nella quale abbiamo chiesto se nel processo di verifica si terranno in considerazione, come indicato nella deliberazione del commissario ad acta sugli obiettivi da raggiungere e nel contratto stipulato con i Direttori Generali, i programmi di screening, rientranti nei LEA (Livelli essenziali di assistenza), ed i risultati raggiunti dagli stessi in termini di innalzamento della qualità, della diffusione alla popolazione di riferimento; la risposta al debito informativo nei confronti dell’Osservatorio Nazionale Screening, considerato che la Regione Lazio ha il compito di monitorare le attività dei programmi attuati dalle Asl mediante verifiche periodiche; il mancato rispetto dei contenuti e delle tempistiche dei flussi informativi ricompresi nel Nuovo sistema Informativo Sanitario che costituisce grave inadempienza ai fini della conferma dell’incarico di Direttore generale. Inoltre abbiamo chiesto se il nucleo di valutazione stia scrupolosamente verificando che i direttori generali delle Aziende sanitarie della Regione Lazio abbiano concretamente messo in atto azioni mirate all’efficienza, all’efficacia, alla sicurezza, all’ottimizzazione dei servizi sanitari e al rispetto degli equilibri economico‐finanziari di bilancio concordati. Non siamo dei tecnici e non abbiamo alcuna pretesa di diventarlo ma siamo convinti che sulla base della collaborazione e del confronto si possano creare i reali presupposti per cambiare in meglio la sanità nella nostra provincia. Ci siamo limitati a constatare la situazione che si vive sul nostro territorio, a raccogliere l’appello dei cittadini, il grido di dolore dei professionisti che operano nella sanità della provincia di Latina, e ad evidenziare quei passaggi che in punta di diritto per noi risultano essere basilari. Oggi la normativa dice chiaramente che “l’accertamento da parte della Regione del mancato conseguimento degli obiettivi di salute e assistenziali costituisce per il direttore generale grave inadempimento contrattuale e comporta la decadenza automatica dello stesso”. Per i cittadini e per noi l’epilogo della valutazione è chiaro. Il direttore generale della Asl di Latina ha disatteso le aspettative, è stato pesato, è stato misurato ed è stato trovato mancante. Aspettiamo di conoscere la decisione del presidente Zingaretti a seguito delle verifiche della commissione per comprendere chi abbia davvero a cuore il futuro della sanità nel Lazio e nella provincia di Latina.

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