Sanità: Zingaretti assicuri regolarità, equità ed eguaglianza a tutti i partecipanti al concorso per infermieri Umberto I

Maxi concorso per 40 infermieri al Policlinico Umberto I nella bufera di possibili irregolarità. Quanto emerso oggi sulla stampa, e in questi giorni sul web, in merito a quiz fotocopia, alla presenza di cellulari in aula durante lo svolgimento dei test di preselezione, all’assenza totale di controllo, a risposte pubblicate e diffuse sui siti, non può che creare allarme e preoccupazione. Oggi, in quello che rappresenta il primo grande concorso per la sanità del Lazio dopo ben 10 anni, l’obiettivo imprescindibile per tutti deve essere quello di garantire equità, parità ed eguaglianza di trattamento ed accesso a tutti i 19 mila partecipanti. Sarebbe inaccettabile, nonché vergognoso, che un’occasione così importante sul fronte occupazionale e per la qualità ed efficienza dei servizi erogati nella sanità, che proprio nella carenza di infermieri trova una delle sue principali criticità, possa essere inficiata da presunte irregolarità. Per questa ragione, convinto che la Regione non possa sottrarsi al suo compito di controllo, ho depositato una interrogazione urgente a risposta immediata nella quale chiedo al presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, di conoscere se corrisponda al vero quanto riportato dalla stampa e sul web in merito a presunte irregolarità nello svolgimento delle prove di preselezione e quali azioni la Regione intenda, immediatamente, mettere in atto per garantire la regolarità, il controllo e l’eguaglianza nello svolgimento del concorso per 40 posti di infermiere indetto dal Policlinico Umberto I. E’ vergognoso, infatti, che la Regione si limiti a dire che non ne sa nulla e che se ci saranno problemi o denunce le prenderà in considerazione. Una Regione seria non può chiudere gli occhi ma deve agire e subito. Il concorso pubblico, per definizione, nasce per garantire due principi fondamentali quali l’eguale accesso di tutti all’opportunità professionale e una selezione effettuata su criteri il più possibile oggettivi sulla effettiva rispondenza tra capacità del partecipante e requisiti richiesti dal profilo professionale. Tutti elementi che se le notizie riportate fossero vere verrebbero a mancare. Se le denunce dei partecipanti fossero fondate, infatti, si paleserebbe una evidente discriminazione tra i candidati dal momento che coloro che hanno svolto la prova di preselezione successivamente al 3 marzo 2017,sarebbero stati  avvantaggiati rispetto a chi li ha preceduti poiché avrebbero avuto modo di conoscere preliminarmente il contenuto dell’esame scritto e di preparare le relative risposte. Con il risultato di esporre il concorso a migliaia di ricorsi e al blocco delle procedure a danno di chi oggi spera di poter accedere al mondo del lavoro e di vedere soddisfatto il proprio diritto ad un’occupazione. Ci auguriamo che il presidente Zingaretti, data l’importanza della questione sollevata, venga in aula a rispondere in prima persona a quanto richiesto facendo chiarezza e dimostrando di avere a cuore il futuro di tanti professionisti, la trasparenza delle procedure e la qualità dei servizi nella sanità.

 

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